Come ho cominciato ad amare Zerocalcare, che tra precari ci si capisce al volo

I colpi di fulmine sono fatti in questo modo: sei lì che cammini tranquillo, guardando il sole e con la mente vuota e zac! colpito in fronte. A quel punto tutto cambia prospettiva, l’ordinario perde di significato e ti trovi a pensare solo a soltanto al meteorite atterrato sul tuo cervello. Con Zerocalcare è capitato proprio così. Non che lo cercassi, la prima volta l’ho incrociato leggendo un suo amico, il Leo Ortolani di Ratman, e mi ha incuriosito con la sua maglietta nera del Punitore su una faccia da bravo ragazzo. Ma tutto è finito li. Poi succede che sei in libreria a far scorrere la giornata e l’occhio ti cade su una graphic dal titolo curioso: La profezia dell’armadillo. Autore: Zerocalcare. Zac! Zac! Le pagine si sfogliano da sole e senza quasi accorgertene ti trovi dentro la vita, l’anima e i pensieri di questo giovane uomo nato ad Arezzo ma romano di Rebibbia fino al midollo. E la vita di Zerocalcare non è che sia qualcosa di eccezionale. Anzi, tutt’altro. Una normale vita precaria di un figlio degli anni Ottanta pieno di paranoie e insicurezze. Una vita da condividere con le proprie paure e dubbi che, di volta in volta, prendono le fattezze di persone e cose pronte a posarsi sulla sua spalla a suggerire, consigliare, ammonire. Una coscienza multiforme che nell’ordinario è un armadillo e nei casi specifici può essere un allocco, Leonida della battaglia delle Termopili o l’attivista indiana Vandana Shiva. Entri nella vita di Zerocalcare e non ne esci più. Con lui sogni e trepidi, ma soprattutto ridi. Si ride tanto, tantissimo. Tanto da farti scendere le lacrime, da farti uscire la risata a voce alta. E pensi che uno così era dagli anni Settanta che non lo trovavi più: da quando Woody Allen faceva ridere delle sue nevrosi e che alla fine di un suo film ti trovavi a balbettare proprio come lui.
Zerocalcare è un genio. Nel senso più nobile del termine. È un talento naturale che non ha paura di nascondere le sue debolezze ma che al contrario le utilizza per rappresentare un’umanità fragile, come fragili sono i suoi indomiti figli. Zerocalcare è un genio postmoderno in cui la cultura di questi tempi scorre fresca, veloce, copiosa, senza mai cedere un centimetro alla banalità. La profezia dell’armadillo è un romanzo (a fumetti) d’amore e di vita straordinariamente divertente e commovente che presto diventerà un film. Non come tutti gli altri. Un qualcosa di nuovo (un live movie fuori dalle produzioni tradizionali) che sposi un tratto e una narrazione tutta nuova. Lo dirigerà Valerio Mastandrea, su uno scritto a più mani e con lo stesso Zerocalcare in squadra. Sarà la sua prima volta. Sarà la prima volta per tanti. Non fatevi trovare impreparati quando uscirà. Anche perché essere innamorati è bellissimo.20140701-090615-32775258.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...