Giorgio Scianna: l’amico che scrive

“Sai ho un amico che scrive. Pubblica per Einaudi, mica una di quelle piccole case editrici. Ha vinto anche dei premi”. Avere amici così aiuta, fa curriculum. Certo, quello che scrive e pubblica è l’altro, ma io riesco almeno a millantare qualche conoscenza e qualche volta la cosa salva anche la conversazione. Poi capita che l’amico in questione sia anche bravo, uno di quelli che ha talento ma che non te lo sbatte in faccia, soprattuto quando scrive. Non solo, l’amico ha anche una sensibilità fuori dal comune che viene profusa nei suoi personaggi. Così quando leggi sei sicuro di essere dentro qualcosa di vero, emozioni e sentimenti sinceri che arrivano dritti al lettore. L’amico poi non è neanche banale, così quando ti aspetti che replichi il libro precedente, perché era andato benino eallorapercheprovarequalcosadidiverso, lui ti spiazza e cambia genere.
L’amico si chiama Giorgio Scianna e con Qualcosa c’inventeremo è arrivato al suo terzo romanzo (alle spalle anche un bel racconto d’esordio e la fortunata pièce teatrale La palestra). Naturalmente, edito da Einaudi.
Mirko e Tommaso sono due ragazzi di 17 e 11 anni, da poco sono rimasti orfani di entrambi i genitori e sono finiti sotto la tutela dello zio. Aspettando la maggior età. I ragazzi vivono a Milano, lo zio a Pavia, il lutto è arrivato nel mezzo dell’anno scolastico, come se ci fosse un periodo migliore di un altro, e la cosa ha complicato tutto. Così i ragazzi vivono soli nella casa milanese, mentre lo zio bada a loro da lontano, a patto che rispettino le regole e si comportino bene. Facile? Abbastanza, non ci fosse di mezzo una finale di Champions a Madrid che i tuoi compagni e la ragazza che ti piace vogliono andare a vedere. E allora, trova i soldi necessari per il viaggio e il biglietto, se lo zio da questo orecchio proprio non ci sente. Hai voglia Mirko ad essere maturo, logico, responsabile, ma il Bernabeu è la fabbrica dei sogni, il luogo dove “tutto è possibile”, sopratutto quello di vivere un’esperienza unica, indimenticabile. A quel paese le regole dello zio.
Qualcosa c’inventeremo è un romanzo di formazione che riscrive le regole del genere. Mirko non è Holden, ma un personaggio nuovo in cui Tom Sawyer e Huckleberry Finn albergano nella stessa anima, e la storia è un delicato, sensibile, ritratto di una generazione alla ricerca di se stessa e di quelle sicurezze che gli adulti non sanno dare. Una sorta di mondo nuovo, dove gli adolescenti non sono soltanto un inutile arredo della casa, ma lo specchio di quello che siamo o saremmo voluti essere.

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