Richard Matheson, ovvero quando bastano poche righe per dimostrare di essere grandi

La sera che scoprii Richard Matheson in realtà ero pronto a vedere Mike Bongiorno in tv. Poi, non so più perché, la Rai annullò il programma e in sostituzione mandò in onda La preda, un episodio di Trilogia del terrore. Dunque, ricapitoliamo: un preadolescente in camera sua, solo, in attesa del suadente Mike, si ritrova Karen Blake a lottare con una statuetta. Ci ho messo non poco a riprendermi, ammetto, perché la storia era veramente impressionante e io veramente impressionabile.
Dunque, c’è questa donna che rientra a casa dove aver acquistato una statuetta brutta come poche sul un banchetto del mercato. È un regalo per il fidanzato che dovrebbe vedere di lì a poco, ma la madre di questa (una rompipalle di prima categoria) la smenazza per telefono reclamando le attenzione che la donna vorrebbe riservare al suo uomo. Nel battibecco telefonico la statuetta cade e perde una catenella che teneva imprigionata l’anima di un guerriero. Da questo momento la donna diventa la preda per la statuetta del guerriero liberato che, armato di coltello, cercherà di ucciderla. Finale a sorpresa che, se per caso non eravate svegli quella sera di fine anni Settanta, vi consiglio di andare a vedere.
Solamente una ventina di anni più tardi ho scoperto che quella storia era stata scritta da un geniaccio del racconto fantahorror e che molti altri film, incubi e terrori vissuti sulla mia pelle portavano la sua firma. Richard Matheson è sì l’autore di Io sono leggenda (forse l’unico suo romanzo di gran livello, il meglio lo si trova nei racconti), ma anche di Duel (l’esordio cinematografico di Spielberg) e del meglio di Ai confini della realtà. Più recentemente Real Steel e The Box, non indimenticabili ma sempre originali e quantomeno inquietanti.
La fantascienza di Matheson parte dall’orrore quotidiano, dalle paure domestiche (un po’ come Stephen King), per trasformarsi in orrore sociologico, traslando le paure individuali, in collettive. Pensate al concetto di “diverso” di Io sono leggenda: in un mondo abitato da vampiri, perché deve essere l’ultimo uomo rimasto sulla terra ad avere ancora il primato? Spiazzante, no? Un po’ come quella sera in cui, invece del tranquillizzante Mike, mi arriva l’idolo cattivo.

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