Il balcone 4/4

L’estate all’epoca cominciava con la partenza per la Liguria verso l’albergo dove avremmo passato tre settimane. Una pensioncina tranquilla a pochi metri da un corso d’acqua perennemente asciutto e comunque non distante dal mare. Tra gli ospiti dell’albergo quell’anno arrivò una famiglia torinese composta da due genitori anziani e il figlio trentenne, Umberto. Non essendoci altri della sua età e non essendo lui particolarmente brillante (pensandoci ora il ragazzo doveva avere non pochi problemi), Umberto giocava con noi. Era il nostro capo grande, il genitore che avremmo voluto partecipasse ma non c’era mai. Una sera andò al cinema e la sera seguente ci raccontò quello che aveva visto. La storia era quella di un uomo che viveva in una bara durante il giorno e la notte usciva per andare a succhiare il sangue a giovani donne. Si chiamava Dracula e raccontandolo, al primo buio della sera, si preoccupava anche di interpretarne le parti. Tanto che al culmine del racconto riuscì a infilarsi in bocca una finta dentiera con i famosi canini appuntiti e spaventarci tutti. Se non sono morto quella volta, poco ci è mancato. Ho sperato morisse Umberto, invece, ma non accadde. In compenso due anni più tardi la compagnia di giovani con i quali Umberto aveva cominciato ad uscire, gli fece uno scherzo crudele: inscenarono un finto rapimento con tanto di riscatto e intervento della polizia. Al momento del rilascio davanti l’entrata dell’hotel, lo trovai piangente e con i calzoni tutti bagnati dal piscio. La memoria andò al quel cazzo di Dracula che mi levò il sonno per settimane e non riuscì ad avere pietà e risi di lui insieme a tutti gli altri che di quello scherzo ne erano stati i fautori.
La fila per il biglietto d’entrata scorreva verso il volto di Dracula, quello indemoniato di Linda Blair, il buio, le urla, il piscio nei pantaloni. Antonella che mi tiene la mano e io… io che la lascio e scappo.
Oggi Antonella vive con la sua compagna e mi pare abbiano anche una bimba, Zampogni ha aperto una pizzeria, la domenica va a vedere il Milan e fino a qualche anno fa trascorreva le partite spalle alla porta guidando i cori degli ultras. La casa di mia nonna è stata venduta. Io non ho ancora visto L’esorcista.

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