GIORNI INSUBRICI diario da Locarno 67

Giorno 7: non aver paura
Il cinema e morto, la critica è sopravvalutata, il doppiaggio è una mostruosità. Il neorealismo? Un’invenzione della stampa”. Giancarlo Giannini, attore, doppiatore e direttore di una scuola di cinema ha le idee abbastanza chiare sul mondo che vive e respira da decenni. “Il cinema degli ultimi trent’anni non ha fatto niente di buono. Ditemi un film bello che avete visto recentemente e ve ne citerò uno qualsiasi del passato che è sicuramente migliore di quello”. Spiazzante, non te lo aspetti un discorso del genere nella casa del cinema. Non te lo aspetti da uno che il cinema lo ama alla follia. Allora, la delusione di Giannini non è tanto per un’arte che segna il tempo, quanto per i suoi interpreti che non hanno più voglia di stupirsi di fronte ad essa. “Ho lavorato con Fassbinder. Lui viveva di cinema, a cena probabilmente mangiava pellicola. Girava e contemporaneamente scriveva cose. Aveva coraggio, sperimentava, rischiava. Paolo Sorrentino, per esempio, ha avuto coraggio e è stato premiato. Nel nostro mestiere bisogna andare avanti con la fantasia e non aver paura di usarla“. Non aver paura.

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