L’arte di vivere 3/6

Ci si mette in posizione eretta, i piedi leggermente divaricati e i talloni vicini, le braccia distese lungo i fianchi, lo sguardo dritto davanti. Poi si fa un passo a sinistra e si piegano leggermente entrambe le gambe. Finita la prima tazza di caffè, mi muovo per versami la seconda. Accendo il computer e metto sul piatto un disco. Oggi i Genesis, quelli con Phil Collins alla voce, però. Il fallimento della società di revisione aveva lasciato le sue scorie, non ultime un tenore di vita che non avrei potuto più mantenere senza uno stipendio di quel livello. La crisi economica si era sommata alla crisi personale e mentre le società chiudevano, sempre più revisori rimanevano senza conti da certificare. Io fui tra i primi a rimanere fuori dal giro. La casa riuscii a venderla in pochi mesi e andai ad abitare in affitto. La macchina era in leasing e lo lasciai scadere senza grandi rimpianti. È straordinario come in un attimo cambino prospettive e priorità. Ora quello che mi premeva era ricominciare e, nel frattempo, sopravvivere. Le cosce vanno parallele al terreno e la schiena dritta. Le braccia incrociate davanti al petto.
(continua)

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