L’arte di vivere 6/6

Vive di fretta perché non ha tempo per poter stare al lento incedere delle convenzioni della vita. Ha un tumore che le è partito da una stupida ghiandola dell’ascella destra e adesso si trova un po’ dappertutto. “Forse anche nei muri di questa stanza”. Tele, colori, due sculture astratte, un abbozzo di mano in cartapesta, la stanza dove Stella dorme è anche il suo laboratorio, come se non volesse smettere di creare anche nel sonno. È seduta nuda sul letto a fianco di me, sdraiato, e fuma una Camel. Insegnare non è riempire un vaso vuoto, ma accendere un fuoco, adesso si legge meglio. “Mi è sempre piaciuta l’idea di poter insegnare ai bambini. Trasmettere loro la passione per la pittura e la scultura. Ed è quello che stavo facendo prima. Quando non ho potuto più farlo, me lo sono scritto addosso”.
Alzo lentamente le braccia sopra la testa e intreccio le mani con i palmi rivolti verso il basso. Ruoto i palmi verso l’alto e senza piegare i gomiti spingo l’aria.
Dopo qualche secondo torno nella posizione di partenza.

Ricomincio.

nb
La frase più bella del racconto l’ho rubata a Simenon.

FINE

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2 pensieri su “L’arte di vivere 6/6

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