ILARIA 3 di 3

imagesIl responsabile della casa editrice dice che l’autore arriverà in orario e che è stata proprio una bella pensata quella dei bigliettini. No, non se l’aspettavano proprio tutta questa gente. Lei seduta in prima fila si gongola tutta. Il libro è proprio bello, non che avesse dei dubbi. Ma questo è diverso dagli altri. Più adulto, forse anche più serio. O forse è proprio lei che è più adulta e comincia a leggere le cose con un altro punto di vista. Era già successo quando l’anno prima aveva riletto Vacanze all’isola del gabbiani. Da piccola era rimasta affascinata dal personaggio di Pelle, il piccolino amante della natura e degli animali. Ma la seconda volta che l’aveva letto si era sentita Karin in tutto e per tutto. Solo che lei avrebbe accudito la mamma, non papà Merkel. A dirla tutta, sua madre un po’ gli assomigliava a quel matto di Merkel, solo che lei non scriveva. Disegnava quadri. Lei sì che avrebbe potuto disegnare fumetti, se solo l’avesse voluto. Invece, aveva dovuto mettere da parte la fantasia e i sogni per tirare su due figlie tutta da sola. E la pittura era finita per essere il suo rifugio nelle notti infinite in cui si stufava di girarsi in un letto sempre troppo grande e freddo. Altro che fumetti!

E mentre tutto ciò le passa per la testa, nel sogno l’arcobaleno si scolora portandosi via l’immagine della pentola e lasciando solo un’impronta pesante sulla sabbia bianchissima. Vabbè, che importa, pensa Ilaria, tanto era solo un sogno.
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L’autore arriva scortato da una fatina dai capelli turchesi e due uomini in giacca e cravatta. Indossa la maglietta con il volto del suo personaggio e sorride timido. Non si aspettava così tanta gente. Sta diventando famoso e non è ancora pronto a gestire una situazione del genere. Saluta gentile e si siede pronto a disegnare dediche. I post it hanno già raggiunto il numero 237 e il responsabile ha detto che oltre non si può andare, anche perché la libreria a una certa ora deve chiudere. Ilaria stringe la sua copia in mano e si alza per farsela dedicare. Le merendine le ha già appoggiate sul tavolo e l’autore ha scherzato sulla cosa, apprezzando il pensiero.

Ci conosciamo?‘, chiede l’autore guardandola negli occhi grandi.
Siamo amici su Facebook‘, dice sorridendo Ilaria.
Anna. Anna di Frozen, ecco chi mi ricordi. Ecco dove ti ha già vista‘.
E comincia a disegnare Ilaria che tiene per mano un piccolo pupazzo di neve. Ilaria con gli occhi enormi, tondi, sorridenti.
Ilaria per sempre su un foglio di carta.

FINE

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