I Guardiani della Galassia

Se a proteggere la Terra ci sono gli Avengers (no dico, gli Avengers, mica gli Antenati), chi ci sarà a salvaguardare la Galassia? Un procione, un essere silvestre, una reietta, un evaso e un fuoriuscito da un bel film degli anni Ottanta. Insomma, una banda di simpatici cialtroni senza troppe qualità se non quella di saper sempre gettare il cuore oltre l’ostacolo. E con una sana incoscienza che, in certe situazioni, non guasta mai.
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A capo dei Guardiani troviamo Quill, rapito giovanissimo dalla Terra da una banda di rapinatori che gli hanno insegnato il mestiere. Il nostro lo conosciamo mentre, come Indiana Jones, trafuga una misteriosa sfera, oggetto del desiderio di molti. Ma come spesso accade alle cose preziose, la sfera diventerebbe pericolosa per la Galassia stessa se finisse nelle mani sbagliate. Ovvero quelle di Ronan, il classico cattivo megalomane con tendenza alla distruzione totale. Nell’impresa di evitare il disastro Quill trova il sostegno (ognuno con le proprie motivazioni) di una squadra di ricercati: il procione Rocket, il suo amico Groot, la bella e dannata Gamora e il gigantesco e vendicativo Drax.

Ci sono tanti modi di narrare la fantascienza. Quello scelto dalla Marvel, spesso, segue la strada caciarona e disincantata del racconto sempre in bilico tra il serioso e la parodia. Ma qui, con I Guardiani della Galassia si raggiungono vertici siderali: il gioco di non prendersi sul serio viene eletto a cifra stilistica e il risultato è un film irresistibilmente divertente, spettacolare, vivace e sopratutto mai banale.

L’operazione di affidare a un outsider come James Gunn la trasposizione cinematografica di un fumetto perso oramai nella memoria di pochi appassionati e fanatici, risulta perfetta perché ha lasciato il regista libero di spaziare tra i generi pescando da Guerre Stellari, Indiana Jones, il cinema di Mel Brooks e quello di Joe Dante. La colonna sonora, condita con Marvin Gaye, Jackson Five e David Bowie, poi fa il resto. Se poi gli aggiungi il secondo finale, nascosto dietro gli interminabili titoli di coda, con tanto di comparsata di Howard il papero capisci che I Guardiani della Galassia non è un qualunque pop corn movie, ma un piccolo capolavoro destinato a rimanere impresso nelle cornee per sempre.

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