La Kate 4 di 5

“Fregauncazzo di sto’ Andrea. Non appena torna, io me la sposo la Kate”.
L’entrata di Carlo blocca la scena come un fermo immagine al cinema. Fabio molla il telefonino, Paolino spalanca la bocca, incollando il mozzo di sigaretta sul labbro inferiore, mentre Ottavio si fa colare la birra addosso perché ha fermato il bicchiere appena prima di portalo alle labbra. Io stringo forte il coltello con il quale stavo disossando un pezzo di crudo prima di metterlo sull’affettatrice.Il silenzio cala forte nella stanza e per un attimo si sento soltanto il rumore della lama che gira lenta e il ronzio dei frigoriferi.
“Scherzi?”
“No, per niente. E’ da quando siamo tornati dalla Germania che continuo a pensare a lei. Ci penso ogni attimo, la vedo in ogni persona che incrocio a quei cazzo di giardinetti dove accompagno i cani. La leggo in ogni cazzo di cartellone pubblicitario che guardo mentre scarrozzo la vecchia in macchia. Ogni santo giorno”
“Paolino, gli hai dato da fumare?”
“Fabio, vaffanculo!”
Il banco dei gelati ha un sussulto e il ronzio elettrico per un attimo si fa più forte, mischiandosi all’altra elettricità statica che già stagna tra noi.
“Vivo una vita di merda, tiro avanti solo con questo pensiero. Quando hanno fatto irruzione in casa, io e la Kate, stavamo parlando come mai prima di quel momento. L’ho sentita vicina. Lei parlava e io pensavo che avevo solo voglia di baciarla”.
“A me mi è entrata nel letto quella volta lì”. E’ il turno di Ottavio di attirare su di se le luci dei riflettori. Le teste di tutti girano lente al ritmo del ronzio, come tanti meccano male assemblati.
“Mi ha chiesto scusa per ciò che era accaduto e si sentiva in colpa. E…”
“E?…”, chiede Fabio.
“E!”, risponde Ottavio.
“Eh no. A sto punto fuori tutto. Nessun’altro deve dire qualcosa? Mi sembra tutto assurdo. Sembra di essere dentro un brutto film francese”.

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“Chi credete che sia Sprayliz?”, chiede Paolino “E quando scrivo i miei fumetti di chi credete che stia scrivendo le storie da almeno dieci anni a sta parte? Non lo volevo ammettere neanche a me stesso, più per paura di perdere tutti voi, che per paura di chiederlo a lei. La Kate e noi sono sempre stati una cosa sola e non sono mai riuscito a capire cosa si potesse staccare uno dall’altra. Così ho deciso di amarla in silenzio e da lontano. E’ abbastanza?”
“Che bomba! Anzi, che bombe! – rincalza Fabio – E io che pensavo che quella serata a baciarci sulla sella della Vespa quando avevamo 16 anni, mi avrebbe permesso un giorno di giocarmi tutto con la Kate. A sto punto mi sa che mi tocca mettermi in fila.”
“No, no, fermi tutti – dico io – Qui ognuno, chi più che meno, ammette di avere avuto una storia con la Kate e non averlo mai detto agli altri. Ma che cazzo di amici siete?”.
“Sei geloso, perché con te non c’è mai stata?”, chiede Ottavio.
“A lui manda i messaggini”, scherza cinico Fabio.
“Sei una ‘mmerda”, urla Carlo alzandosi minaccioso dalla sedia.
“Mavaffanculo, pirla. Non si può neppure più scherzare?”, grida Fabio alzandosi a sua volta.
“Ohhhhh, ma siete scemi tutti?”, urlo a mia volta.
“Niente, non c’è niente da fare: passano gli anni ma siete sempre gli stessi scemi. Sempre li a litigare per il calcio”

(4 continua)

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