Fuori di me 4 di 5

“Le velleità ti aiutano a dormire quando i soldi sono troppi o troppo pochi e non sei davvero ricco,

né povero davvero, nel posto letto che non paghi per intero”.
http://youtu.be/GUBr9PRWj9s
Mi è partita nella testa questa canzone e il ritmo si mescola a quello dell’ambulanza che fila veloce sulla strada. Sull’ambulanza ci ero stato una volta soltanto, quando Alberto prese quella curva troppo forte e la macchina fece due o tre giri su stessa per poi finire a testa in giù. Alberto si ruppe la mascella, Vince un braccio, io solo un taglietto alla base della nuca. Quando ci portarono in ospedale, io feci il viaggio a fianco del guidatore. Quelli feriti veri dietro. Stavolta invece mi sono preso tutto l’abitacolo, anche se il  lenzuolo che mi hanno tirato sugli occhi mi fa sembrare un tutt’uno con l’asettico arredo. E visto dal di fuori appaio abbastanza patetico. Come un po’ patetica adesso mi appare tutta questa vita velleitaria che sto vivendo. Che ho vissuto.

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Il primo ad arrivare in ospedale è mio  padre. Ha un viso terreo e tirato e lo sguardo severo. Se fossi più cattivo penserei che sia incazzato perché adesso gli incasino tutto con l’azienda e che dovrà puntare su quel pirla di mio cugino Filippo. O, alla meglio, sulla moglie di lui che sembra più intelligente e pratica. Non che ci voglia molto.
Papà parla fitto con un dottore e poi entra nella stanza fredda dove giace il mio corpo. Mi guarda e piange. Strano, non provo niente neanche per lui. Non provo dolore nel vederlo piangere. Non è la prima volta che gli vedo scendere le lacrime. Anche quando mamma lo lasciò per mettersi con quell’immobiliarista di Noli, pianse in silenzio. Chiuso nella sua macchina nuova nel parcheggio della ditta, pianse lunghe lacrime amare di rimpianto. Che se l’avesse fatto prima avrebbe magari evitato un milione di serate a litigare e mamma gli sarebbe ancora accanto. Forse. Perché stargli vicino non è per niente semplice. Io lo so bene. E tutto sommato gli sta bene soffrire un po’. Certo, non è un granché come rivincita, ma meglio di niente.

(4 continua)

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