Vaffanculp 5 di 5

A quello seguirono altri messaggi di rimprovero  e per il rumore dopo una cena con qualche amico, e per aver lasciato il sacchetto della spazzatura davanti la porta un’ora prima di uscire di casa, oppure per aver fatto una doccia dopo mezzanotte. Tutti senza mai riuscire a incrociarla una sola volta. Mi stava montando dentro una rabbia mai sentita prima che portava, allo stesso tempo, a volerla strozzare e a controllare ogni mio rumore molesto per il timore di vedermi un biglietto davanti l’uscio di casa.
Un giorno decisi che era venuto il tempo di affrontarla e risolvere la questione. Il piano era di accendere la radio ad alto volume e attendere dietro la porta che uscisse con l’inevitabile biglietto. E così feci. Non era trascorsa mezz’ora con me posizionato dietro lo spioncino, che dalla porta di fronte una signora alta e segaligna, vestita con un tailleur marroncino come fosse appena rientrata da un giro in città, si avvicina lentamente a me nascosto in casa. Finalmente la Paccagnini! Immediatamente spalanco la porta affacciandomi minaccioso. Lei lancia un urlo strozzato e fa un balzo in dietro.
“Mi ha spaventata a morte, dottor Trovò – dice la donna ritrovando immediatamente la calma –  La denuncio per tentata aggressione”.

Film Title: The Incredible Hulk
Ecco, quella specie d’incrocio tra La Cosa e Hulk sono io: un misto di aggressiva rabbia verde dentro un corpo pietrificato dalla reazione inaspettata. Sarà passato un attimo, giuro, non di più, e l’embolo aveva già occupato la parte attiva del cervello mandandola in apnea. Comincio a urlare e sbraitare cose senza senso a pochi centimetri dalla faccia impassibile della donna. E più urlo più alimento la mia rabbia. E più sale la rabbia, più urlo. Finché non sento delle palline granulose che dalla bocca escono insieme alla voce. E poi non sento neppure più la mia voce, se non nella testa. L’ultima cosa che ricordo è la Paccagnini che cerca di sostenermi mentre cado svenuto.
I tonsilloliti, detti anche calcoli tonsillari, sono delle formazioni solide composte da globuli bianchi, batteri e altre schifezze corporali, che in casi particolari possono essere espulsi dalla bocca, proprio come se sputassi una tonsilla, solo più piccoli e puzzolenti. La lesione a una corda vocale, invece, mi tolse la voce per qualche giorno. Così dal letto d’ospedale, dove ero stato ricoverato il pomeriggio stesso, non potei raccontare a nessuno ciò che era accaduto.
“Hai più scritto ad Andrea?” – chiede Carlo improvvisamente.
“Quando chiudi una litigata con un vaffanculp diventa difficile aggiungere qualcos’altro”, rispondo.
Mi piaceva Andrea. Mi piaceva soprattutto quando, alzandosi dal letto, si infilava una mia camicia smessa e camminava piedi nudi per la stanza. Sì, lo so che fa tanto film americano, ma a me piaceva proprio.
Adesso, invece, ho un sacco di camicie stirate e ordinate nell’armadio.

FINE

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