Into the woods

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Il bosco oltre ad essere un luogo misterioso, pauroso e simbolico è anche il centro perfetto per far incrociare storie e mandare in cortocircuito anni e anni di favole e leggende. Nel bosco della Disney, infatti si incrociano non solo quattro delle più note favole dei fratelli Grimm (Capuccetto Rosso, Jack e il fagiolo magico, Cenerentola e Rapunzel), ma anche generi cinematografici diversi, registri e piani di lettura differenti. L’operazione di mescolare musical, con il racconto fantastico, l’ironia e la rivisitazione è coraggiosa e spericolata. Il risultato infatti è continuamente spiazzante, tanto che solamente alla fine del film si riesce a comprenderne appieno il senso. Cioè In to the woods non è una semplice celebrazione di quattro favole famose, quanto piuttosto l’incoronazione della favola come narrazione. In un tempo in cui le informazioni arrivano da tutti i fronti, la sicurezza di avere un approdo sicuro con la tradizione narrativa favolistica offre un po’ di tranquillità. La stessa tranquilla serenità che la voce morbida di un narratore infonde quando comincia a raccontare una fiaba.
Nel villaggio di un piccolo reame vive il mugnaio con la moglie, dalla quale non riesce ad avere un erede. La cosa però ha una spiegazione, perché un tempo una strega vicina di casa lanciò una maledizione sui discendenti della famiglia. Maleficio che potrà essere cancellato soltanto se i nostri due riusciranno a procurare alla strega un mantello rosso, una mucca color latte, una scarpetta dorata e dei capelli color del grano. Ossia, i tratti distintivi delle quattro favole di cui sopra. Convenuto tutti nel bosco, strega, mugnaio, moglie, Capuccetto e tutto il resto delle truppa metteranno in scena un ricco musical in cui le storie di tutti quanti si intrecceranno, dando vita a una nuova, grande, affascinante favola che prende il via proprio mentre tutte le altre paiono mettere la parola fine.
Ricco, spigliato e imprevedibile, il film di Rob Marshall, uno dei grandi artigiani di Hollywood, rappresenta certo qualcosa di nuovo per il cinema fantastico, forse non ancora qualcosa di indimenticabile.

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