Il Libro di Valentina 1 di 4

libri-natale-geronimo-stilton

Vuoi smettere di leggere una buona volta e riprendere a mangiare quello che hai nel piatto?
Valentina alza la testa da un librone di Geronimo Stilton, uno di quelli con le pagine profumate e piene di colori, allunga le gambe che prima erano raccolte sulla sedia e riprende a sbocconcellare gli gnocchi al pomodoro, senza mai guardare la mamma.
È pazzesco, Marina, sta tutto il giorno a leggere e anche quando le parli sembra quasi non ti ascolti. Vive in un mondo tutto suo.
Gloria parla all’amica senza alzare lo sguardo dallo schermo del telefonino e continuando a battere compulsivamente sulla tastiera. Marina le risponde con un monosillabo, anche lei tutta concentrata sul proprio schermo.
“Ho ragione o no, Mari?
“Guarda a questa età sono tutte uguali. Anche la mia mangia poco. E solo quello che le cucina la nonna”.
“Anche quando siamo tutti davanti alla televisione, lei tiene la luce della sala accesa e legge, legge, legge”.
“La frittata con le cipolle. Non mangia niente e poi si ingozza di frittata alle cipolle, come neanche un muratore alla fine di una giornata di lavoro”.
frittata_con_cipolle_al_forno_6_
Marina e Gloria le ho incontrate nel pomeriggio passeggiando per la città. È sabato e non è difficile incontrare qualcuno che conosci in una città piccola come questa. Erano amiche di mia moglie, prima che ci lasciassimo e ora che lei non vive più qui hanno dirottato l’amicizia su di me. Un’amicizia riflessa che mi ha portato a fare conoscenza anche con i loro compagni attuali, perché i mariti se ne sono andati a loro volta. E oggi non li vedo proprio più.Uno, Massimo, si è risposato con una sua collega di lavoro e ora vive tra Tokyo e Londra; Ettore ha mollato tutto e fa l’insegnante di sci a Macugnaga.
Mi hanno invitato a uscire a cena con loro. Ho accettato perché non avevo di meglio da fare. L’alternativa sarebbe stato un film al cinema e poi a casa a mangiare una pizza scongelata. Esattamente quello che ho fatto negli ultimi tre fine settimana. Da quando sono rimasto solo non sono stato capace di ricostruirmi la vita. Galleggio sulle giornate.
Lavoro tanto e cerco di non pensare. Ma il dolore ogni tanto affiora, improvvisamente, e mi prende la gola, mi toglie il respiro e mi lascia lì, inebetito. L’altro ieri mi è successo mentre eravamo in riunione, le slides scorrevano e io stavo presentando il progetto sul quale sto lavorando da due anni. Mi si è materializzato il suo volto davanti e mi sono bloccato a metà della frase. Ho dovuto fingere un giramento di testa e correre a bagnarmi la faccia con l’acqua fredda, poi sono tornato facendo finta di niente. Ma dentro di me un altro pezzo se ne era andato e se mi guardo da lontano sembro quei mosaici rovinati che l’intero lo riempiono sempre, ma all’interno sono un buco via l’altro.

(1 continua)”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...