Il libro di Valentina 4 di 4

Suzanne_Vega_48f5f4303c1a8

“Suzanne Vega”, rispondo.
“E chi cazzo è?” chiede Giacomo
“Suzanne Vega la cantante”, interviene Matteo. “Quella di My name is Luka. Minchia, ma davvero?”

Era l’estate del ’96 e Suzanne Vega era una degli artisti invitati a un festival rock padano. Non si sa con quali fondi il comune avesse potuto organizzare la manifestazione, ma in dieci giorni era riuscito a portare nella provincia i Jethro Tull, Al Jarreau, Joni Mitchell e appunto Suzanne Vega. All’epoca collaboravo con il quotidiano locale e la pagina degli spettacoli praticamente la scrivevo tutta io. La sera del concerto di Suzanne mi ero accordato per avere un’intervista al termine nel camerino. Mi ero preparato bene, andandomi a leggere anche i libri di poesie che negli ultimi anni aveva cominciato a pubblicare parallelamente alla musica. Al concerto non c’era molta gente. Anzi, a pensarci bene, eravamo proprio pochi. Ma lei era stata magnifica e non si era risparmiata per niente. Quasi due ore filate con bis a richiesta. Una situazione strana in partenza che però aveva creato un’atmosfera complice.
Stavo davanti il camerino aspettando mi dicesse di entrare, quando Suzanne uscì fresca di doccia e mi invitò a mangiare con lei. L’intervista l’avremmo fatta a tavola. Seduti con me c’era tutto il gruppo, il produttore e due discografici italiani. Io stavo di fianco a Suzanne e per tutta la cena abbiamo parlato fitto, toccandoci le mani e ridendo piano. Lei era sempre la stessa della foto sul suo primo album, con qualche ruga in più. Bella, di una bellezza gentile e placida.
images
“Di cosa state parlando?”
Gloria si è staccata dalla tastiera del cellulare forse incuriosita dal suono della mia voce.
“C’è Fabio che ci sta raccontando della sua storia con Suzanne Vega”
“La cantante? Ma dai, quando è successo?”
“Shhh, lascialo raccontare”.
La serata era proseguita in un corteggiamento reciproco. Malgrado fossi più giovane di lei, mi ero formato sulle stesse suggestioni letterarie e musicali e momento dopo momento la stavo affascinando e sorprendendo. Anche il mio inglese scorreva che era un piacere quella sera.
Poi la svolta. Suzanne mi accarezza dolcemente la guancia e mi chiede di chiudere l’agenda sulla quale stavo scrivendo la più bella intervista della mia vita.
“Basta scrivere”, mi dice, “ho voglia di baciarti. Ma non qui davanti a tutti”.
Smetto di raccontare e lascio che il silenzio a tavola riempia tutto lo spazio.
“E allora?” chiede Matteo
“Basta scrivere”, dico.
Giro la testa verso Valentina, che approfittando del disinteresse generale, ha ripreso in mano il suo libro e serena è tornata a vivere le avventure colorate di Geronimo Stilton.

FINE

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...