Achilli 6 di 6

Tic, tic, tic. Achilli uscì dai suoi pensieri e tornò a guardare la finestra dove la mosca continuava a  insistere per entrare. Le gru, intanto, si erano fermate. Tutto il panorama davanti ai suoi occhi pareva fermo, tranne quella mosca tenace. Avrebbe potuto aprire la finestra e farla entrare. Aprire la finestra… Poteva essere quella la soluzione. La più facile, anche da comprendere. “Non ha retto allo scandalo” – avrebbero detto. In molti avrebbero detto così. Gli altri avrebbero detto così. Ma sua figlia? Avrebbe compreso? Ancora una volta stava mettendo l’etica prima di tutto. La sua ultima lezione di vita prima di un’uscita vergognosa. Un’uscita dignitosamente codarda.

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Adriana pensò a come avrebbe reagito se Calessi si fosse trovato nella stessa situazione. Per prima cosa negherebbe, va bene. Poi? Passerebbe all’attacco: controdenuncia alla compagnia assicurativa, impugnerebbe la delibera dell’assemblea, denuncerebbe gli inquilini morosi spostando su di loro la responsabilità degli ammanchi di bilancio. Insomma, alzerebbe un polverone allungando i tempi e mandando in confusione il tribunale. , disse Adriana ad alta voce sorprendendo anche se stessa. Sì, una via d’uscita c’era. Doveva immediatamente dirlo ad Achilli. Si avviò veloce verso la porta del suo studio e l’aprì.

Era bastato far fare mezzo giro alla maniglia per spalancare le due grosse ante della finestra. La mosca era immediatamente corsa dentro la stanza convinta di trovare un mondo migliore. Aveva girato un po’ su se stessa, poi si era posata sulla scrivania sfregandosi rapidamente con le zampette. Achilli seguì il suo volo con gli occhi poi si girò verso la finestra aperta e guardò fuori.

Adriana aprì la porta dello studio e si trovò di fronte la finestra spalancata. Una mosca le venne incontro, le volò davanti il naso poi la superò e cambiò stanza. La ragazza corse verso la finestra e, con il fiato che le si strozzava in gola, guardò giù sulla strada: sei piani più giù il marciapiede era vuoto. Si girò timorosa e vide Achilli in un angolo dello studio con in mano un fascio di fogli, un accendino e uno sguardo che non gli aveva mai visto prima.

FINE

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