Festival del film Locarno 2015: il concorso giorni 5, 6, 7 & 8

Chant d’hiver di Otar IossellianiIl racconto dell’uomo si svolge uguale a se stesso lungo la storia: dalla rivoluzione francese ai giorni nostri assistiamo a una teoria ininterrotta di azioni – dalle decapitazioni alle deportazioni belliche, fino agli sgomberi dei campi rom – che rendono il mondo un caos incomprensibile. Eppure, in mezzo alla confusione, alle violenze e ai soprusi di ogni tipo c’è ancora spazio per l’amore, la tenerezza e l’amicizia. Sulla linea del suo cinema, Iosseliani tesse un nuovo racconto tra favola e realtà senza aggiungere nulla più a quanto non avesse detto in passato.

Heimatland-Wonderland di AAVV

La Svizzera vive il terrore dei ricchi: quello di perdere un giorno tutto ciò che ha. È il giorno è arrivato. Una nube minacciosa si posa sulla parte centrale del Paese pronta a esplodere la,propria forza distruttrice. Come reagiranno i cittadini? Raccontato da un gruppo registi elvetici Heimatland è una metafora drammatica e ironica delle tante paure che corrono sotto pelle nella nazione. Le tante storie rappresentate, però, non hanno mai una vera propria compattezza che possa trasformarle in film. E, anche se divertente e efficace, non basta l’immagine del profugo svizzero respinto alla frontiera dell’Unione Europea a sollevare un film mediocre.

Entertainment di Rick Alverson

Che i comici siano generalmente delle persone tristi ce lo hanno sempre raccontato, certo che questo Gregg li batte tutti. Impegnato in una tournée in locali di terz’ordine nel deserto californiano, l’attore trascorre le giornate immerso nelle proprie solitudini e paranoie, telefonando a un’immaginaria figlia e sognando un prossimo spettacolo a Hollywood che potrebbe cambiargli la carriera. Apatico alla vita, il comico solo sul palco trova l’energia per combattere in un mondo che lo ha già designato come vittima. Noioso.

Chevalier di Athina Tsangari

Un gruppo di amici della ricca borghesia greca si ritrovano su una barca per un fine settimana di pesca. Per far trascorrere le serate gli uomini decidono di organizzare un gioco che permetta, dopo aver superato diverse prove di abilità, di stabilire chi sia il migliore tra loro e che quindi verrà premiato con l’anello Chevalier del titolo. Un po’ metafora della situazione greca, un po’ rappresentazione dei fragili rapporti umani, il film della Tsangari è una piacevole commedia ben recitata e ben scritta. Con in più l’occhio benevolo femminile a descrivere caratteri maschili ben più profondi di quanto la realtà non propone.

O Futebol di Sergio Oksman

Un figlio torna a trovare il padre dopo anni di lontananza. Siamo in Brasile proprio durante i campionati mondiali di calcio dello scorso anno e l’idea di Sergio, il figlio, è quella di riconquistare le attenzioni di un padre assente da sempre proprio attraverso l’unico argomento che potrebbe unirli: il pallone. Il risultato finale del film di Oksman, sempre in bilico tra realtà e finzione, è l’affresco drammatico e tenero di un rapporto irrisolto.   

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