No escape – Colpo di stato

XmInzeOpUt

Dicesi americanata un film zuppo di luoghi comuni, situazioni iperboliche, esagerazioni di ogni genere e travisamenti della della storia (o della realtà) a puro servizio della narrazione. La storia del cinema è lastricata di americanate, molte volte inutili, altre piacevoli o quantomeno divertenti. Il nuovo film dei fratelli Dowdle, Drew e John Erik (ma quanti sono i fratelli che lavorano nel cinema? Forse è arrivato il momento di indire un censimento ufficiale) si può ascrivere senza ombra di dubbio nel registro delle americanate doc: ma quanto ritmo, che suspense! Eh sì, perché se hai necessità di spegnere il cervello e lasciarti trascinare dalle situazioni senza porti troppe domande, questo No Escape è perfetto per te. Un’attrazione da parco divertimenti che spinge forte sul pedale dell’acceleratore facendoti trattenere il fiato il tempo giusto per arrivare alla fine e tirarlo insieme ai protagonisti. Che, naturalmente, le passano tutte prima di giungere al l’inevitabile trionfalistico finale inno all’unità familiare.
Jack Dwyer è un ingegnere statunitense appena assunto da una multinazionale dell’acqua per lavorare nel sud est asiatico. Ma appena atterrato con tutta la famiglia, moglie e due bambine, il nostro si troverà isolato e nel mezzo di un sanguinoso colpo di stato. I ribelli, infatti, si oppongono alla svendita del proprio bene prezioso e decidono di prendersela con i governanti e con gli invasori a stelle e strisce. Asserragliati prima nell’hotel e poi in fuga verso l’ambasciata, i quattro schiveranno pallottole, bombe, lo schianto di un elicottero, una folla inferocita e uno stupro di gruppo per finire salvati (beffa delle beffe) dai confinanti vietnamiti. Trama basica, d’accordo, ma il buono è nel modo in cui viene narrata. E la forza dei due Dowdle sta tutta qui, nel farti dimenticare che il protagonista dovrebbe essere un ingegnere qualsiasi e non una specie di Rambo, incrociato con James Bond e Ethan Hunt, rendendolo credibile in ogni situazione inadatta ad ogni umano medio. Nel cast un imprevedibilmente serioso Owen Wilson, un caricaturale Pierce Brosnan e la brava Lake Bell, la cui presenza ci ha ricordato che è stata l’artefice di un film bellissimo e invisibile come Ascolta la mia voce. Recuperatelo e poi godetevi anche quello con occhi diversi.

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