Viva la sposa

Viva la sposa  film di Ascanio Celestini

Il mondo di Ascanio Celestini è fatto di storie e persone ai margini della società e forse della vita stessa. Storie e persone che però sono materia viva della realtà che tutti quanti viviamo: una realtà che si fatica a credere esista se non ne fai parte, una realtà che diventa tale solo nel momento in cui ti si pone di fronte o in cui ci vai sbattere contro. Ma il mondo di Celestini ha anche sfumature diverse: ha i contorni sfocati di chi beve molto e i colori neutri di un mondo che viene illuminato solo di riflesso. Ha la tenerezza della solidarietà e la cattiveria dell’uomo. E in questo mondo Celestini ci sta per raccontarlo, a modo suo, con il suo ritmo, i suoi colori, le sue emozioni. In questo mondo Celestini ha il volto di Nicola, narratore surreale che, tra un bicchiere e l’altro, tenta di smettere di bere. Nicola ha, forse, un figlio,  Salvatore, che ha avuto da Anna, una prostituta che ha paura dei cani; e (sempre forse) una donna da amare, Sofia, anche se lei non lo sa o non lo vuole sapere. Perché Sofia vorrebbe invece scappare in Spagna con un’amica, ma alla fine rimane nascosta a Cinecittà, facendo finta di essere partita.
Nicola gira per Roma con il suo furgone e un giorno investe Sabatino, uno che vive truffando le assicurazioni con dei finti incidenti, ma che quel giorno era troppo ubriaco e la finta è diventata tragica realtà. Nicola, tormentato dalla disgrazia, decide di aiutare la famiglia dell’uomo affiancando Concellino, il figlio, nelle stesse truffe del padre. Ma Concellino pensa più in grande e alla fine pagherà per tutti. Perché il mondo di Ascanio Celestini sembra tenero e surreale, ma nella realtà ci ben calato e, come nella favola della Marchesa che Nicola racconta alle feste dei bambini, alla fine la Marchesa è quella che ci rimette la testa.
“Viva la sposa è un titolo che dice tutto – racconta Celestini – Una donna bionda bellissima passata le vite dei poveri cristi. Una sposa che fa voltare tutti. Guardare la sposa li aiuta a sopravvivere, ma poi la vita vera è un’altra” .

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