Fan event

Eccolo, il momento. Il momento del non ritorno. L’attimo che cambia tutto e da un senso nuovo a ogni cosa fatta fino ad ora. Il tempo che ti dice che da ora in poi dovrai prepararti a serate davanti alle discoteche per scarrozzare a casa ragazzine con il loro afrore puberale. A notti insonni con l’orecchio teso a ogni sirena di ambulanza. A scazzi per qualsiasi cosa.
Il mio momento arriva alle13 di un sabato di ottobre in cui invece di stare stravaccato sul divano a leggermi una bella graphic comperata il giorno prima, sono all’Alcatraz di Milano al fan event di Michele Bravi. Traduco quest’ultima riga per mia madre, semmai leggesse questa pagina (non accade, ma semmai accadesse vorrei che per una volta nella mia vita fosse ben chiaro quello che che stavo intendendo): “invece di leggermi un fumetto accompagno L. in una discoteca al concerto di uno che ha vinto una specie di Canzonissima”.

CJQgwJSWgAA9Xzg
“Vogliamo Michele, vogliamo Michele, vogliamo Michele”, urla mia figlia insieme a un altro migliaio di tredicenni scatenate.
Io sono appoggiato al bancone del bar, più in alto rispetto il palco, con un bicchiere di birra media già a metà insieme a qualche altro genitore dall’aria spaesata e l’occhio acquoso di quelli che non sono abituati a bere alcolici fuori orario. Ho un braccialetto stile villaggio vacanza al polso e lo sguardo curioso. La mente attenta. Perché è in questi momenti che il mio cinismo da il meglio di se stesso: mi estranio e mi guardo da fuori. Guardo da fuori tutta la situazione e la giudico come se fosse un film. Come se io non ne fossi una comparsa. E pure mal pagata.
“Iuuuuuuuuuuuuuu”, urlano tutti improvvisamente. Mi giro e non vedo niente. Palco vuoto e luci spente. Forse ci sono cose che si possono vedere solamente a una certa età e a un’altra diventano grida senza senso.
È la prima volta che accompagno mia figlia a un qualcosa che non sia un saggio di danza o una partita di pallavolo. Non un concerto, di quelli da stadio dove anche tu ci sei stato a suo tempo: tu per Bennato, lei per Lorenzo Fragola. Ma a un fan event. Una specie di festa delle medie per piccoli fanatici.
“Mi che le, Mi che le, Mi che le, Mi che le, Mi che le”
Per entrare all’Alcatraz bisogna presentarsi con il cd di Michele Bravi in mano. Se non ce l’hai puoi comperarlo per dieci eurini alla cassa, poi ti mettono un braccialetto e entri. Giusto un anno fa, più o meno, ero qui a vedere lo Stato Sociale: stessa postazione al bar sopraelevato rispetto il palco, perché anche lì il pubblico era super giovane e sentirsi giovani dentro non serve a un cazzo in quei momenti. Così, consapevolmente, ti defili e guardi da lontano. Fa un po’ elefante che va a morire, ma tant’è.
Sul palco si alternano Youtuber amici del cantante, personaggi mai visti prima che scatenano più o meno urletti al pubblico. Riconosco solo una ricciolona bionda per averla vista su un giornaletto di mia figlia e per averla sentita in un’intervista a radiodeejay. Alla fine entra in scena Michele Bravi, che ha pure una voce bella e canta bene. E allora penso che sono contento di esserci, anche se non me ne fregava un cazzo. Ma sono contento perché mia figlia è contenta e perché è un bel pomeriggio e non solo una rivincita sui miei genitori, che a un concerto non mi ci hanno mai portato. Ma neanche mi hanno mai impedito di andarci da solo. Che sarà pure bello andare da soli, che ti farà sentire un sacco autonomo, ma quella sera di ritorno dalla gita scolastica a mezzanotte con tutti i genitori a prendere i loro figli alla fermata del pullman e io l’unico col suo borsone sulle spalle ad andare a casa da solo, un po’ ci sono stato male.
“Abbiamo finito”, grida Michele entusiasta. “Adesso ci facciamo un selfie tutti insieme e condividiamo”. Tre canzoni a dieci eurini: mavaffanculo Michele Bravi.
E la condivisione come stile di vita: io che fino a qualche anno fa avevo condiviso al massimo una grolla a Curmayeur a casa del Ciciu.
Ma vaffanculo.
Era meglio Bennato.

ps
Papi, non era un concerto… Lo vuoi capire?…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...