L’uomo di Gebelein 3 di 5

Si trovano al parco quasi tutti i pomeriggi. È il loro appuntamento fisso. Si siedono nella stessa panchina e fumano una sigaretta mentre le bambine giocano con scivoli e altalene. Sono state assunte per l’estate per badare ai figli di due famiglie ricche milanesi e sperano di essere riconfermate anche per il resto dell’anno al momento del ritorno. Le due ragazze sono salite al nord da Isernia a cercare lavoro e questa è la loro prima occupazione. Quei momenti il pomeriggio se li godono raccontandosi cose del loro fresco passato, sentendosi così meno sole.
“Carmen posso andare alla fontanella?”
La ragazza nasconde in fretta la sigaretta alla vista della bambina e quasi senza nemmeno voltarsi le risponde che va bene. Basta non che non si allontani troppo. Il parco non è grande, ma è irregolare perché scivola intorno un campo da minigolf e dentro i giardini di un vecchio albergo dismesso. La bambina percorre il sentiero verso la fontanella di acqua fresca: le piace tappare col dito il rubinetto e aspettare che la pressione glielo spinga fuori, bagnando tutto intorno. Lungo la stradina si ferma a guardare un bruco peloso che si muove sinuoso sulla terra, poi prende un bastoncino e solleva il bruco guardandolo muovere i millepiedi sospeso. Ride, lo appoggia sull’erba aspettando che scompaia nel verde, poi alza la testa e vede la sua fontanella ma anche un signore che legge un libro seduto sulla panchina di fianco.
“Sei una pecora?”

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L’uomo alza gli occhi dal libro e di fronte c’è una bambina con la frangetta rossa che lo guarda curioso.
“Una pecora?”
“Hai le orecchie da pecora”
L’uomo si porta una mano alla testa e tocca il cappello, quasi a ricordarsi che lo stesse indossando. È un vecchio cappello di tweed con un lungo paraorecchie calato.
“Ha già – dice sorridendo – Sì, sono una pecora, ma di quelle furbe: so leggere e parlare. La maggiorparte non lo sa fare mica, sai?”
“Non mangi l’erba?”
“Ho finito da un pezzo. Ho mangiato quasi tutto quello che c’era qui intorno. Poi ho bevuto alla fontanella e mi sono seduto a riposare un po’. E tu cosa sei?”
“Una bambina”
“Non è vero, tutte le bambine a quest’ora sono al mare a giocare sulla sulla spiaggia o a fare il bagno. Dai, cosa sei davvero?”
“Una bambina e al mare vado solo quando arriva mamma. Carmen non ha il permesso di portami”
“Dimostramelo che sei una bambina”
La piccola si fruga nelle tasche e poi estrae dei pupazzetti rosa
“Le ho trovate negli ovetti. Sono rosa. Solo le bambine li hanno. A me piace la principessa che dorme” e gli mostra una figura con lunghi capelli distesa supina con le mani giunte sotto una guancia.

(3 continua)

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