The ridiculous six

Bisognerebbe prima o poi disegnare una mappa del cinema demenziale, almeno una che da Mel Brooks ci conduca ai nostri giorni. In questo percorso un bel tratto lo faremmo fianco a fianco di Adam Sandler, uno capace di prestare il suo faccione disincantato alle situazioni più assurde e, perché no, anche comiche. Sandler non è un genio, non ha inventato nulla. E’ un buon interprete di un genere non semplice, un genere in perenne bilico tra triviale e sublime capace di rinnovare se stesso vivendo il cinema in modo trasversale. The ridiculous six parte dal western classico, passa dalla parodia di Mezzogiorno e mezzo di fuoco, sfiora I Tre Amigos di Landis e arriva sulla rete in un progetto di Netflix, il nuovo servizio in streaming. Dal passato al presente nel nome dell’assurdo e del parossismo comico, anche se non sempre raggiunge il risultato sperato.

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Il film di Coraci (Il signore dello zoo e Cambia la tua vita con click) prende a pretesto una trama basica alla quale  somma personaggi e situazioni strampalate che permettano alla storia di proseguire la sua demenziale via per l’assurdo. In The ridiculous six Adam Sandler è Tommy Stockburn, un bianco cresciuto dagli indiani. Quando un giorno all’accampamento arriva il padre, un vecchio fuorilegge in punto di morte, Tommy ritroverà tutto l’affetto che pensava di aver perduto da piccolo. Ma il padre custodisce un segreto: il bottino dell’ultima grande rapina è sepolto in un posto segreto e i vecchi compagni della banda lo rivorrebbero. Rapiscono perciò Stockburn senior con l’intento di fargli rivelare il punto esatto della refurtiva. Tommy parte per salvare il padre, ma nel viaggio scoprirà che il vecchio non era stato mai con le mani in mano e aveva disseminato la frontiera di figli. Sei, per l’appunto. La trama è tutta qui: un viaggio da qui a lì durante il quale salgono, di volta in volta, i vari personaggi della storia. Niente di nuovo, ma soprattuto niente di che, con una comicità che ogni tanto ci prende e più spesso spara a vuoto. Ma, come spesso accade, anche nei prodotti più sciapi c’è una scena, una battuta o anche solo un’inquadratura che valga da sola tutto il film. In The ridiculous six la perla è l’incontro dei sei con John Turturro, inventore di un gioco ancora tutto da scrivere: il baseball. Impossibile da raccontare, da vedere scompisciandosi per credere.

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