Wilde Salomè

È la storia di un’ossessione e di un’ispirazione. E quando un autore si trova schiacciato tra questi due sentimenti così potenti non può non arrivare a produrre qualcosa. Al Pacino nel 2011, anno in cui il film venne presentato al Festival di Venezia, probabilmente si sentiva umanamente e sentimentalmente vicino alla storia di Oscar Wilde, un uomo che quando scrisse la tragedia della giovane Salomè era nel pieno della consapevolezza di una trasformazione: Wilde stava accettando la propria omosessualità e da lì a poco avrebbe liberato il suo amore per l’ingrato Bosie. La trasformazione di Pacino non ha risvolti sessuali, ma artistici: raggiunto l’apice della carriera da tempo, l’attore sente la necessità di sperimentare le varie forme d’arte, confrontandosi con esse e spostando sempre un po’ più avanti il confine dell’orizzonte.

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wilde salome

Così la sua versione di Salomè (un’opera diversa da tutte le altre scritte da Oscar Wilde) diventa il modo per esplorare sentieri nuovi e per permettere alle tante anime che lo abitano di potersi esprimere. Wilde Salomè è un’opera teatrale – una lettura recitata, in realtà – messa in scena per pochi giorni a Los Angeles, la cui costruzione è diventata film, ma anche il pretesto per Pacino di andare alla ricerca delle radici dell’autore irlandese. Il risultato è un gioco intellettuale metartistico in cui cinema, teatro, testo, storia e vita reale si fondono in un unico corpo. I tempi lunghi della creazione artistica si devono conciliare con quelli più stretti della produzione e quelli della regia devono essere incastrati in quelli della recitazione, finendo per confondere spettatori e regista stesso. A tenere unite le tante anime confuse il testo poderoso di Oscar Wilde in cui sesso, ossessione e religione si incontrano in un drammatico quadro surrealista.
Wilde Salomè di Al Pacino è un film volutamente imperfetto, in quanto frutto di un’interpretazione personalissima, ma con il pregio di aver saputo esaltare le capacità interpretative di Jessica Chastain, un’attrice troppo spesso utilizzata in ruoli marginali e risibili.

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