Whiskey Tango Foxtrot

Arriva un momento nella vita in cui ti accorgi che la cyclette sulla quale hai sudato chilometri su chilometri non solo non si è spostata in avanti, ma è addirittura arretrata di qualche centimetro sulla moquette dove poggia. Kim Baker ha poco più di quarant’anni, una relazione con un uomo che incrocia ai suoi cambi d’aereo e un lavoro da giornalista che non l’ha mai fatta muovere dalla scrivania. Quando la rete televisiva le propone di partire per l’Afghanistan e realizzare il reportage di una guerra che rischiava di essere cancellata dalla memoria comune, Kim decide che non vuole fare la fine della cyclette e va. La missione dovrebbe durare tre mesi, ma in Afghanistan la giornalista vi rimase quattro anni e al ritorno avrebbe avuto più vita vissuta addosso di quanta ne avesse mai avuta prima.

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Whiskey tango foxtrot di Glenn Ficarra e John Requa (Crazy, stupid love) si inserisce sul filone del brillante film di guerra, in stile del recente Perfect Day, e utilizza il genere per raccontare gli uomini, le loro passioni e le loro debolezze. Il gruppo di inviati di televisioni e giornali da tutto il mondo, chiusi in un albergo internazionale al riparo dall’integralismo talebano, diventa la rappresentazione di un microcosmo dove ogni sentimento viene esaltato. Kim, sperduta e spiazzata dalla diversità della nuova realtà, ne approfitta così per ridisegnarsi e crearsi un nuovo inizio dal quale ripartire. Non sempre la vita ti offre opportunità del genere, o forse non tutti sanno cogliere i segnali che la vita lancia. Kim ci riesce e, quando capirà che la distorta realtà afghana potrebbe prendere il sopravvento e inglobarla in un ruolo che non sente più suo, ecco che riesce a staccare e tornare alle origini. Ma diversa. Migliore, forse.
La pellicola, adattamento cinematografico di The Taliban Shuffle: Strange Days in Afghanistan and Pakistan, memorie della giornalista americana Kim Barker, scritte nel 2011 sulla sua esperienza in Medioriente, è stato fortemente voluto dalla protagonista (e produttrice) Tina Fey, splendida attrice americana, ma poco conosciuta da noi (la sua imitazione di Sarah Palin, ex governatore conservatore dell’Alaska e candidata alle scorse elezioni presidenziali, è imperdibile). E Whiskey tango foxtrot vero che poggia molto sulle sue spalle, ma gran merito va a una sceneggiatura mai banale e capace di guardare la tragedia della guerra con uno sguardo ironico. Grandi meriti anche a un cast di contorno dove non c’è un solo ruolo sbagliato e con un Billy Bob Thornton sublime.

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