Pelè

Quando un nome finisce di essere solo tale per diventare aggettivo, allora sei di fronte al mito. Per generazioni Pelé è stato prima un giocatore di talento, poi un eroe per finire ad essere un appellativo, un sinonimo, un superlativo assoluto. La leggenda di Pelé per anni ha corso parallela sui binari della storia del Brasile scrivendola a caratteri dorati, poi è diventata sogno e infine un film, ma da sognare a occhi aperti. Un film che ha la stessa sostanza di un’opera agiografica, di una scultura equestre, di un busto di marmo: tanto amore, tanta devozione ma non altrettanta qualità. Ma da un film genere non bisogna forse neppure aspettarsela. Sono sufficienti la gratitudine e la passione per l’uomo e la sua arte a mettere in secondo piano qualsiasi altra aspettativa artistica. Pelé, il film è una storia in cui la verità non sarà mai veramente vera, perché la voglia di rappresentare la favola prevale su ogni cosa, smussando gli angoli più acuti e cancellando tutto quello che alla favola potrebbe nuocere.

pele-foto-del-film
Edson Arantes do Nascimento, noto poi in tutto il mondo come Pelè, lo conosciamo bambino nelle favelas di San Paolo, conosciamo i suoi amici, la madre, ai servizi della agiata famiglia Altafini, e il padre Dondinho con i suoi sogni di calciatore crollati alla rottura di un ginocchio. E’ il  1950, l’anno in cui il Brasile perse in casa contro l’Uruguay i mondiali. Una tragedia nazionale che i brasiliani impiegarono otto anni a espiare e che riuscirono a superare solamente grazie a Pelé, eroe diciassettenne dei mondiali del 1958. Da piccolo fenomeno della favelas, depositario della Ginga (l’arte di giocare al pallone come un vero funambolo), Pelé approda al Santos e direttamente in nazionale. Lo spettro del fallimento del ’50 vorrebbe che i brasiliani abiurassero il loro stile di gioco, per adattarsi a quello europeo più pragmatico, ma il talento del loro uomo di punta ha la meglio e il Brasile, contro ogni pronostico, abbatte i solidi padroni di casa della Svezia e entra direttamente nella storia del calcio.
Pelé, il film è un’opera sinceramente appassionata, genuinamente appassionata, forse più televisiva che cinematografica. Ma, come tutto quello che riguarda Pelé, il risultato finale finisce per essere sempre meno importante dello splendido particolare.

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