Bridget Jones’s Baby

È un bel personaggio quello creato da Helen Fielding: piace alle donne perché racchiude in se tutte le paure, le debolezze ma anche la tenacia femminile; piace agli uomini perché tenera, goffa, comica e molto donna. Con un carattere del genere difficile non arrivare al cuore del pubblico. E la Fielding ci riuscì benissimo, quando a cavallo tra la fine degli anni Novanta e il Duemila vendette milioni di copie del Diario della sua eroina, proto blogger per eccellenza e simbolo di una nuova femminilità. Quindici anni dopo il primo film Bridget Jones ritorna: la ritroviamo a festeggiare il suo 43esimo compleanno, sola sul divano di casa sua in compagnia di un triste pasticcino con posata sopra una sola candelina accesa. Ma non è più tempo di piangersi addosso a ritmo di All by myself, adesso Bridget è una donna che ha deciso di prendere in mano la propria vita e accettarla così com’è. Dei suoi due amori storici ne è rimasto soltanto uno, Mark Darcy, sposato con un’altra donna, mentre il vanesio Daniel ha perso la vita in un incidente aereo. O almeno così pare.

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Così Bridget decide di seguire la sua amica conduttrice televisiva ad un mega raduno musicale per perdere la testa e lasciarsi andare al primo che passa. E il primo è Jack, un bell’americano misterioso con il quale trascorre una notte in tenda. Ma quando sembra che una nuova storia possa iniziare, ecco riapparire Mark in procinto di divorziare e sempre pronto a riaccendere il cuore di Bridget, che se non è alimentato da almeno un paio di fuochi non è contento. Lo schema quindi ritorna ad essere quello classico, complicato questa volta dall’arrivo di un bambino, anche se nessuno sa stabilire chi sia il vero padre. Per essere un terzo capitolo e arrivare così tanti anni dopo il primo, Bridget Jones’s Baby non sembra sentire il passare del tempo. Merito di una sceneggiatura che va sul sicuro e una regia rodata, oltre al solito cast brillante con Patrick Dempsey al posto di Hugh Grant e l’arrivo di una straordinaria Emma Thompson, cinica ostetrica degna di Bridget Jones. Il ritmo alto, una buona colonna sonora e almeno un paio di situazioni divertenti poi lo rendono ancora più appetibile. Certo, non aspettatevi di sorprendervi, perché tutto è volutamente annunciato, ma a volte avere qualche sicurezza tranquillizza.

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