Frank Miller a Lucca comics 2016

Frank Miller è una leggenda. Uno di pochi fumettisti che è diventato grande anche più dei suoi stessi disegni. Frank Miller è quello che ha ridato vita a Batman, ha innovato Devil, inventato Elektra, Ronin e fatto sembrare il vecchio romanzo hard boiled un libretto da educande con il suo Sin City. Frank Miller è 300.



“Il progetto più entusiasmante dei prossimi anni è incentrato su Serse
– racconta davanti a una platea adorante al Lucca Comics – Sarà il sequel di 300. Serse fu re della Persia e questo sarà un progetto più mistico rispetto 300. Sin City continuerò a realizzarlo per sempre, non lo finirò mai finche sono in vita. Amo l’hard boiled dai tempi del fumetto The Spirit di Will Eisner (del quale diresse anche il film omonimo, ndr) che mi ha ispirato con il suo mondo in bianco e nero. Poi ho scoperto i film noir, i libri di Spillane. Ecco quella è stata l’origine del mio mondo”.

Frank Miller è legato al mondo del cinema anche se il suo ritorno dietro la macchina da presa non è certo. “Se voglio tornare a fare film ne parliamo più avanti. Sono fumettista e mi piace disegnare storie che prendano in giro la realtà, anche se questo oggi è già fin troppo ironica: un uomo con i capelli color carota non può diventare presidente” – e ancora – “La trasposizione in film dei fumetti comporta trasformazioni. Devi cambiare il materiale. A volte ci sono trasposizione brutte altre migliori. Il primo Superman fu bello, il 300 di Zack Snyder decisamente no”.

Frank Miller e la violenza delle storie. “Credo che ognuno possa leggere i fumetti nel modo che preferisce. Sacro terrore, per esempio, era un fumetto violento, emotivo e serio perché volevo registrare la storia che stava avvenendo e affrontare un pericolo reale. Avevano attaccato la città che amo e quella fu la mia reazione. Non è compito mio dire cosa fare e pensare, o per chi votare. Anche se è ovvio per chi io non voterò. Io racconto storie e prendo in giro tutto ciò che è stupido. Almeno ci tento”

La violenza può risolvere i problemi della società, come accade nei suoi fumetti?

“Se la violenza fosse la soluzione non ci sarebbe bisogno della polizia o dell’esercito. La mie store sono storie di avventura e perché sono bravo a mostrare un combattimento fisico tra i personaggi. Ecco perché c’è molta violenza. E non è vero che i miei personaggi siano più affini alla filosofia di Donald Trump: Batman è una creazione fantastica combatte criminali. Trump è un pagliaccio pericolosamente reale”.

In futuro tornerà qualche suo personaggio che avevamo amato e perso, come Ronin per esempio?

“Ho in mente un’altra storia del personaggio in cui c’è Casey McKenna a muoversi nel futuro devastato. Alla fine del primo tutto viene distrutto, mi piace pensare a un personaggio che si aggira in questo mondo a combattere demoni. Io amo Superman e se dovessi fare una serie sarebbe il personaggio più bello mai creato. Mentre a Devil non ci penso più. Ho chiuso. Forse con Elektra. Oddio ora il personaggio è morto”.

Ma nei fumetti nulla è impossibile. Almeno lì. 

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