Florence

La vita di un artista non scorre mai dritta come una lunga linea monotona, certo che quella di Stephen Frears da un po’ di tempo si muove come una gaussiana eccentrica. Se uno avesse conosciuto Frears negli anni Ottanta, all’epoca di My beautiful laundrette per intenderci, e lo avesse rincontrato oggi penserebbe di essere stato vittima di qualche sortilegio. Al primo Frears, iconoclasta, ribelle e trasgressivo si è sostituito un nuovo regista classico, posato, tradizionalista che di ribelle ha solo e soltanto il ricordo pallido. Non vogliamo dire che ci sarebbe piaciuto che Frears fosse rimasto sempre lo stesso – non sia mai – ma che qualche scheggia di un passato anticonvenzionale (anche solo un alito de Le relazioni pericolose) gli fosse rimasta in circolo, forse non avrebbe guastato.
Florence è tutto quello che uno attende dal cinema più tradizionale, dove dramma, commedia, risa, lacrime, commozione e tenerezza si fondono in un’unica grande forma. Florence è tutto quello che ti aspetti che sia, senza sorprese o imprevisti. Florence è una grande prova di attrice e avrebbe sorpreso il contrario, Florence è un film accomodante come un cartoon Disney ed proprio quello che vuoi che sia. Ciò non significa che sia un brutto film, ma che sia un film memorabile ne manca.

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Florence Foster Jenkins è una ricca donna dell’alta società newyorkese, che nel 1944 anima un circolo di amanti della musica lirica e che si esibisce come soprano dilettante. Il problema è che la donna è stonata come una campana e solo l’amorevole premura del marito riesce a nasconderle critiche negative. Florence non è arrogante e ha dalla sua una purezza d’animo spiazzante: colpita dalla sifilide fin da giovane, la donna è rimasta in vita fino ad ora solamente grazie alla sua forza d’animo e all’amore smisurato e sordo per la musica. E sì, perché quello che per le nostre orecchie arriva stonato e al limite del ridicolo, per Florence invece è soave e dolce come il più mieloso dei canti. E forse il bello di questo film si può riassumere in questa piccola verità: che nulla è come in realtà appare. Da qualunque parte lo guardi.

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