Silence

640-opener-silence-1Fede e dubbio che teoricamente non dovrebbero coesistere, essendo una la contraddizione dell’altro, nella realtà convivono da sempre, alimentando un conflitto interiore. Conflitto lenito parzialmente solo dalla contemplazione filosofica. E l’instillazione del dubbio – quello più crudele e cruento – è ciò che le inquisizioni praticano per scardinare la fede e portare all’abiura. “Silence è ambientato nel 1643 – racconta il regista Martin Scorsese – Gli avvenimenti principali si svolgono tra il 1640 e il 1641, agli inizi del periodo Edo. I primi missionari erano arrivati in Giappone almeno 100 anni prima. E il primo missionario cristiano fu Francesco Saverio, uno dei fondatori dell’ordine dei Gesuiti, in un’epoca di grande instabilità politica. Era il periodo Sengoku e i vari feudatari combattevano l’uno contro l’altro per il controllo della nazione. L’attività dei missionari era strettamente legata all’apertura dei rapporti commerciali  con l’occidente e per questo nacquero conflitti tra religiosi appartenenti a ordini diversi e provenienti dai paesi europei. Per decenni i missionari furono tollerati in Giappone, ma con affermarsi del periodo Tokugawa, lo shugonato iniziò a consolidare e unificare il Giappone, così i missionari vennero percepiti come una minaccia”.
In questo panorama storico-politico assistiamo alla partenza di due giovani padri gesuiti che dal Portogallo decidono di sfidare i pericoli e raggiungere il Giappone per mettersi alla ricerca del loro maestro e mentore padre Ferreira. Durante la persecuzione i Cristiani furono costretti rinnegare il loro credo o essere condannati a torture terribili e padre Ferreira pare abbia effettivamente abiurato, abbracciato la fede buddista e sposato una donna. Padre Rodrigues e padre Garupe non possono credere a questo e vogliono ritrovare padre Ferreira per assicurarsi che così non sia. Il viaggio li porta in paese misterioso, indecifrabile, terrorizzato da una inquisizione spietata e decisa a sradicare ogni minimo segno di cristianità, ma soprattutto li porterà a confrontarsi con i loro dubbi e le loro debolezze. Perché di fronte a una violenza del genere diventa difficile non barcollare e smettere di credere che un dio misericordioso possa esistere davvero.
1-2Silence è un film rigoroso e cerebrale costruito su un continuo confronto tra trascendenza e carnalità in cui l’uomo finisce per dimostrare la propria fragilità. E Scorsese, pur non al suo meglio (come accade ogni qual volta affronta direttamente l’argomento religioso), riesce comunque a dipingere un ritratto storico sontuoso, purtroppo non sorretto da un gruppo di attori all’altezza. Principalmente Andrew Garfield (Amazing Spider Man) che risponde sì fisicamente alle esigenze del regista, senza però accompagnare il talento recitativo al corpo.

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