Sleepless, il giustiziere

E pensare che a me una volta i film “tutto in una notte” piacevano a prescindere. Un po’ come accade con quelli che hanno il dibattimento in tribunale o le commedie sentimentali britanniche: mi provocano una naturale simpatia che mi fa essere ben disposto nei loro confronti. Ma la vita sorprende, e stupori e delusioni si annidano proprio dove meno pensavi fossero. Non che ci aspettassimo granché da questo Sleepless-Il giustiziere, ma il fatto che la vicenda fosse una veloce tirata di emozioni da respirare durante l’arco di una sola notte, beh qualche aspettativa l’aveva creata. Bene, abbandonate ogni illusione e preparatevi al peggio: Sleepless è una summa di banalità e situazioni improbabili imbarazzante. Scritto male, anzi malissimo, e recitato senza convinzione il film di Baran  bo Odar ha come unico pregio quello di durare poco e, di conseguenza, ridurre al minimo il disagio. Anche se, a dirla tutta, nella striminzita oretta e mezza ce la mette tutta per farti muovere nervosamente sulla sedia e farti rivoltare gli occhi indietro, come neanche Linda Blair faceva nell’Esorcista.

sleepless-scheda
Vincent Downs è un poliziotto corrotto che, per errore, ruba una partita di droga a Novak, un pericoloso boss di Las Vegas. Per rientrare in possesso del maltolto, il cattivo-cattivo decide di sequestrare il figlio al poliziotto-cattivo per arrivare a un equo scambio. Ma l’operato di Vincent ha destato più di un sospetto e il poliziotto si trova alle calcagna una coppia degli affari interni determinata a smascherarlo. Così, nei tempi ristretti di una notte appunto, tutti inseguono tutti che a loro volta tentano di scappare da qualcun’altro, finendo per mescolare continuamente tutto e trasformare quello che dovrebbe essere un dramma serrato in una farsa improbabile.
Nella parte del poliziotto, che in realtà non è quello che t’aspetti, un Jamie Foxx che, spogliato di sceneggiatura e regia, decide di fare da solo e ritagliarsi una parodia del John McLane di Die Hard (la Bruce Willis recitava tutto il film in una lorda canottiera, qui Foxx si cambia più abiti che le presentatrici a Sanremo). In quella della sua antagonista Michelle Monaghan invece si guarda spaesata attorno alla ricerca di una trama e di un ruolo che abbia un minimo di credibilità. Nel mezzo un cattivo tra i meno riusciti della storia del cinema: uno che non ha ancora superato la fase fallica e che balbetta al timore della sculacciata paterna.

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