Manchester by the sea

Alcuni film li guardi, altri li vivi. Ho rubato il flano di Gente Comune, il film del 1980 che segnò l’esordio alla regia di Robert Redford, sia perchè sintetizza bene le emozioni che Manchester by the sea trasmette, sia perché i due film hanno più di un punto in comune: il dolore e la disgregazione della famiglia nel lutto.

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Lee Chandler vive tutto solo in un seminterrato di Boston. Lavora come custode di una serie di palazzi popolari e la sera la passa a bere e a scazzottarsi con qualche sconosciuto, giusto per sentirsi vivo per qualche istante. Non è sempre stato così, lo è diventato in seguito a un dolore enorme. Quando suo fratello Joe muore, è costretto a tornare a Manchester, la cittadina d’origine dalla quale anni prima è scappato, e scoprire di essere stato nominato tutore del nipote Patrick, il figlio adolescente di Joe. Mentre cerca di capire cosa fare col ragazzo, e si occupa delle pratiche per la sepoltura, rientra in contatto con l’ex moglie Randy, con la vecchia comunità da cui era fuggito e con tutti i tragici ricordi che hanno causato la sua fuga dalla città. A quel punto però allontanare il ricordo della tragedia diventa impossibile.

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Manchester by the sea è film di persone, sentimenti, dolori e speranze. Un film vissuto sulla pelle dei protagonisti che si trasmette agli spettatori esprimendo tutto il suo potenziale. Kenneth Lonergan, già regista di Margaret e Conta su di me, ma anche sceneggiatore per Scorsese con Gangs of New York, costruisce una storia grande e drammatica concentrandosi su un piccolo gruppo di persone di una cittadina di provincia. Ed è forse questo particolare che rende la storia universale: la disattenzione che porta Lee Chandler a commettere l’errore mortale è uno di quelli che ognuno di potrebbe compiere. E a quel punto non c’è fato o dio da imprecare, ma solo la debolezza dell’essere umano. La morte però non ha sempre lo stesso significato, ci dice Lonergan: la vita di Lee Chandler passa attraverso due lutti e se il primo è dolore puro, la seconda è speranza di rinascita.
Narrato per stacchi temporali in modo da scoprire la verità lentamente, Manchester by the sea si regge su una sceneggiatura solida, corposa e compatta che non spreca una sola emozione nè una parola. L’interpretazione asciutta di Casey Affleck, poi, aggiunge, un tono disperatamente malinconico capace di penetrarti nelle ossa e non abbandonarti facilmente.

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