The Ring 3

È dal 1998 che la videocassetta maledetta imperversa nelle sale cinematografiche. Prima era tutta solo giapponese, poi dal 2002 la storia di Samara si è trasferita negli Stati Uniti e lì si è replica altre due volte. L’ultima questa: quasi vent’anni dopo la prima e quasi a un centinaio dalla realtà tecnologica di quel tempo. I videoregistratori si trovano oramai sulle bancarelle dei mercatini vintage e le videocassette sono reperti polverosi e ingombranti in un mondo impalpabile fatto di cloud e streaming. Eppure la videocassetta maledetta resiste, almeno nell’immaginario cinematografico horror.

64827_hp.jpg
“Volevo esplorare il modo in cui la tecnologia ha cambiato radicalmente la diffusione di una maledizione”, ha affermato il regista F. Javier Gutiérrez, “ed oltre alla semplicità di poter guardare un video, anche la facilità di effettuare delle copie e tramandare una maledizione. Bastano solo due click per inviarla ai computer portatili o ai telefoni cellulari di decine di contatti. Oggigiorno, gli schermi sono ovunque, quindi non si è mai veramente al sicuro da Samara”.
Eh sì, perché anche in The ring 3 la storia è sempre la stessa: c’è un breve video, la telefonata che immancabilmente arriva appena è terminata la visione e la morte inesorabile dopo sette giorni dalla minaccia. Ma questa volta con una variante metacinematografca: all’interno del video originale (che tra l’altro continua a seminare morte come se il tempo non fosse mai passato) si trova un altro film che solo Julia, la protagonista della vicenda, riesce a vedere. Il suo ragazzo Holt appena partito per il college si imbatte nel video, lo guarda e si trova col tempo contato. Ma c’è una possibilità di salvarsi: come nel gioco della Peppa Tencia, dove ci si passa la Donna di Picche finché uno non rimane con la carta sfortunata in mano, anche qui se un’altra persona vede il video al posto del condannato, la morte sposta le sue mire. E Julia si sacrifica per Holt. Almeno apparentemente.

20170316a_03.jpg
Non è un bel film The Ring 3: abborracciato nella scrittura e diretto senza grandi qualità, il film vive la sua vita all’ombra dei precedenti apportando cambiamenti microscopici a una trama dove è già stato detto tanto. Forse anche troppo. Come i precedenti anche The Ring 3 preferisce creare suspense dalle situazioni tese, piuttosto che terrorizzare ricorrendo al basico splatter, ma se ti mancano i fondamentali il rischio è di finire a creare spaventi da tunnel degli orrori di una fiera di paese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...