La verità vi spiego sull’amore

Dora ha 35 anni, due figli piccoli e un compagno che l’ha appena lasciata dopo sette anni di convivenza. Si può reagire in tanti modi a un evento del genere, Dora lo fa nell’unico modo in cui potrebbe: vivendo e scrivendo. Il lutto sentimentale diventa un blog divertente come la sua autrice e la vita continua. Un blog dove Dora condivide con i lettori le sue giornate, la sua vita e l’amore, perché per parlare d’amore c’è sempre tempo. E’ che bisogna farlo nel modo giusto. Se ne esiste uno.

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Il blog di Dora, Ti asmo, in realtà è quello di Enrica Tesio, giornalista e blogger torinese, che diventa prima un romanzo, La verità vi spiego sull’amore, e poi un film dallo stesso titolo.
Non era facile ricreare la leggerezza delle situazioni tenere e divertenti allo stesso tempo, eppure il lavoro di Max Croci e della stessa Tesio è riuscito a trasformare in immagini l’ironia e la passione che dalle pagine del blog arriva ai suoi lettori. Dora è una donna come tante che ha bisogno dei figli, delle amiche, dei genitori e dei lettori e per potere andare avanti e, allo stesso tempo, senza di lei il suo mondo non esisterebbe. O, forse, sarebbe solamente meno divertente. Dora non ha la verità in mano e non spaccia certezze, se non quella che l’umorismo è un’ancora sicura che le persone di cui vorresti circondarti dovrebbero possedere, “persone che condividano con me un romanticismo un po’ cialtrone – ammette Tesio – quel ridere nel pianto che è poi, qualche volta l’amore”. Persone che capiscano che amore significa saper dire sì “ti amo”, ma anche “non ti amo più”.
La verità vi spiego sull’amore, terzo film di Max Croci dopo Al posto tuo e Poli Opposti, è una commedia gioiosa e scanzonata che fatica a prendersi sul serio e allo stesso tempo si diverte a disegnare un mondo in cui amicizia, famiglia e lavoro non abbiano solamente una lunga faccia triste, ma abbiano la stessa lievità profonda di una poesia di Guido Catalano. Il merito del successo è da dividere equamente tra la regia dinamica di Croci, la scenografia elegante di Walter Caprara, il testo brillante di Testo e la scelta semplicemente perfetta del cast. A parte Ambra Angiolini, sodale di Croci e perfettamente in parte, belle le presenze di Carolina Crescentini, Sara l’amica di Dora, e soprattutto Edoardo Pesce, Simone il tato che Dora assume per badare ai suoi due figli in sua assenza. I personaggi forse più deboli, perché troppo caricaturali – ma nell’insieme non stonano, vero – sono quelli della madre sessantottina di Dora, Pia Enegleberth, e della indomita suocera mangia uomini Giuliana De Sio.

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