Il viaggio – The Journey

La storia ha un’ironia tutta sua: per decenni arma uno contro l’altra gente dello stesso paese in una guerra civile dolorosa e sanguinaria. Poi, per mettere la parola fine alla tragedia, si traveste da commedia e si presenta con un volto tutto nuovo. E’ quello che successe nel 2007 nel Regno Unito quando, sotto l’amministrazione Blair, si riuscì a firmare la pace che dura tutt’oggi tra i due capi carismatici dell’Irlanda del Nord: il predicatore protestante Ian Paysley e il cattolico repubblicano Martin MacGuinness. I due non solo non si erano mai rivolti la parola nei precedenti trent’anni, ma si erano combattuti in modo feroce, alimentando una guerra fatta di attentati vigliacchi e proteste violente. Blair vuole riuscire dove nessuno è mai riuscito prima di lui e convoca i due Sant Andrews in Scozia per discutere lo storico accordo di pace. Ma mentre si trovano riuniti il tempo peggiora, l’aeroporto locale viene chiuso e Paysley, che deve ritornare a Belfast in serata per festeggiare le sue nozze d’oro, decide di partire alla volta di Edimburgo in automobile. L’interruzione potrebbe risultare fatale per l’accordo, così MacGuinness ben determinato a trovare la via della pace, decide di partire con lui in auto e rientrare con lo stesso aereo. Fianco a fianco per tutto il tragitto i due avranno modo di parlarsi, conoscersi e alla fine accettarsi.

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Nella realtà il viaggio venne fatto su un jet privato ma, ma come insegnano i migliori sceneggiatori, cosa c’è di meglio di un po’ di fantasia per rendere più piacevole la realtà? “Ci sono diversi racconti su come sia andata veramente quella giornata – ammette il regista Nick Hamm – La sceneggiatura è stata scritta raccogliendo le testimonianze dello stesso MacGuinness e del figlio di Paysley: due racconti profondamente diversi l’uno dall’altro. Ma alla fine questo dettaglio non è così importante. La mia sfida era prendere questa idea e trasformarla in una narrazione filmica”.
E Il viaggio – The Journey alla fine riesce bene nel suo intento di lasciare alle spalle tanti anni di odio e violenza per arrivare alla celebrazione della pace. Forse la piega ironica e a tratti farsesca di alcune situazioni stride con il ricordo delle tante persone morte per un ideale, anche se il senso generale dell’operazione è fondamentalmente onesto. Retto principalmente sulle spalle forti di due mostri del cinema britannico – Timothy Spall (premiato a Cannes per Turner) e Colm Meaney (The Commitments) – Il viaggio – The Journey si muove veloce schivando luoghi comuni e raccontando un’interessante pagina di storia sconosciuta ai più.

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