Dall’altra parte

Una guerra si sa quando si comincia, è la fine che non sai quando arriva. Possono passare decenni, pensi che tutto sia stato superato, elaborato, perdonato forse, poi è sufficiente una telefonata e tutto torna al punto di partenza.
Vesna fa l’infermiera a domicilio, ha due figli – uno sposato con figlio e l’altra in procinto di sposarsi – e un marito che non vede da vent’anni: da quando la guerra serbo-croata è finita e l’uomo, capitano dell’esercito nazionale jugoslavo, è stato condannato dal tribunale dell’Aja per i suoi crimini di guerra. Vesna se ne è andata da Sarajevo, ha gettato tutto alle spalle e ora cerca di dimenticare portandosi addosso il peso delle vite degli altri. Ognuno cerca di espiare come può e Vesna lo fa con dignità, ogni singolo istante della sua vita. Ma dopo che la donna ha ricevuto la telefonata dal marito Žarko il passato torna prepotente a oscurare un presente che improvvisamente appare in tutta la sua desolazione e solitudine.

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“Questo è un film sul perdono e sul riuscire a perdonare senza ferire gli altri – ha affermato il regista Zrinko Ogresta (Red Dust) – Ho cercato di adottare un atteggiamento umanitario, che credo che  tutti noi che viviamo qui nei Balcani dovremmo adottare, se abbiamo intenzione di continuare a vivere come vicini di casa. Ma il film parla anche di complessità umana, di tutti gli strati della personalità che sono complicati e si sovrappongono”.
E’ un gran bel piccolo film Dall’altra parte: grande perché emozionante, teso e sorprendente come un thriller (psicologico, naturalmente); piccolo perché veloce e tutto incentrato su un’unica bella idea. Visto dalla parte della protagonista -una Ksenija Marinkovic capace di riempire lo schermo e tenere la scena come poche altre attrici – e con una regia che preferisce interferire il meno possibile con le dinamiche psicologiche, Dall’altra parte rappresenta una delle migliori rappresentazioni delle scorie che un conflitto civile si porta inevitabilmente appresso che si siano viste sullo schermo da parecchio a questa parte. Gran merito della solidità del racconto va alla sceneggiatura scritta a quattro mani dal regista con il talento croato Mate Matisic, capace di imporre un ritmo narrativo straordinario alle immagini sensibili di Ogresta.

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