Get Out – Scappa

Il genere horror, come tutti i generi, ha i suoi codici ben definiti e come finalità principale quella di far spaventare lo spettatore. Ma come tutti i generi anche quello horror può essere solamente il mezzo per raccontare una storia: da Hitchcock a Kubrick il grande cinema è passato attraverso l’horror impreziosendolo e portandolo a raggiungere vette altissime.  E Get Out di Jordan Peele (film d’esordio di un attore comico di talento) si inserisce nella via tracciata da chi ha utilizzato l’horror non per spargere sangue, ma brividi e inquietudini, un po’ come in passato fece Polansky con Rosmary’s Baby o Robin Hardy con The Wicker Man.

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America, oggi. Chris, giovane afroamericano fotografo di talento, è fidanzato con Rose, ragazza della buona borghesia americana, quella ricca e liberal che ha sostenuto Obama negli ultimi otto anni. Una coppia interrazziale come tante che vive senza tanti problemi il loro amore. Quando però Rose inviterà Chris a casa dei suoi genitori per il fine settimana le cose cominceranno a complicarsi: la gentilezza dei genitori, scambiata da Chris all’inizio per imbarazzo, diventerà sempre più simile all’invadenza e alla molestia. Anche i soggetti di complemento – il giardiniere, la cameriera e gli altri ospiti del fine settimana – renderanno l’atmosfera sempre più ambigua, tetra, forse pericolosa. Anzi, sicuramente pericolosa. E dalla quale si dovrà scappare se si vorrà sopravvivere.

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Get Out – Scappa è un film intelligente, brillante, teso e ironico al punto giusto. Come nella tradizione della migliore produzione indipendente, Jordan Peele riesce a coniugare belle intuizioni a un budget minimo. E la cultura e la passione per il cinema ad ogni livello – da Indovina chi viene a cena di Stanley Kramer a Essi vivono di John Carpenter – si respira in ogni inquadratura. Get Out sorprende perché riesce a stare piacevolmente fuori e dentro gli schemi allo stesso tempo, diventando forse il primo prodotto dell’era Trump: la metafora di una classe sociale allo stremo e destinata all’estinzione che tenta in ogni modo di rimanere in vita. Veramente in ogni modo.
Bello il cast con il britannico Daniel Kaluuya (Sicario e la serie tv Black Mirror) sopra tutti.

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