Locarno 70

Sono 70. Un’età invidiabile. Un punto d’arrivo, per molti. Ma non per il Festival di Locarno. “La settantesima edizione del Festival – ha raccontato il direttore artistico Carlo Chatrian – non vuole fermarsi a celebrare l’evento, quanto piuttosto consideralo un punto di partenza”. L’inizio di un festival generoso, eclettico, musicale, sorprendente e giovane. Perché la paura del festival, quasi un’ossessione, è quella di scoprirsi un giorno vecchio e tutto impegnato a guardarsi indietro. Invece Locarno, come un novello Dorian Gray, rinnova se stesso mantenendosi in forma, fresco e vitale anno dopo anno. “Da questa edizione avremo anche un comitato consultivo di giovani tra i 18 e i 23 anni che affiancherà la direzione, consigliandola e suggerendo la rotta migliore”, ricorda il presidente Marco Solari. E giovane è la protagonista di Demain et tous les autres jours che aprirà il Festival in Piazza Grande la sera del 2 agosto. Si chiama Mathilde e in attesa della separazione dei genitori si affida a un uccellino parlante per essere guidata in questo momento difficile. Ma rimaniamo in Piazza Grande che vedrà spesso donne al centro del palco: Francesca Comencini presenterà il suo ultimo Amori che non sanno stare al mondo, una commedia amara tutta al femminile; Nastassja Kinski riceverà il premio alla carriera, Fanny Ardant accompagnerà il suo ultimo lavoro Lola Pater e Charlize Theron darà sberloni a destra e a sinistra in Atomic Blonde. Non scherza neanche Noomi Rapace nel thriller fantascientifico What happened to monday, così come saremo curiosi di scoprire Vanessa Paradis che in Chien si troverà a vivere un’avventura con un uomo trasformato in cane. Dalla Piazza segnali interessanti anche dagli interpreti maschili: Mathieu Kassovitz, premio alla carriera, in Sparring immolerà la sua faccia ai pugni presi sul ring e Adrien Brody, premiato anch’egli, racconterà agli appassionati la sua avventura sul set de Il pianista, il film che lo ha reso celebre.


Locarno 70 parlerà francese, americano e italiano. Sono queste le cinematografie più rappresentate. Gli italiani, a partire da Comencini in Piazza, vedranno protagonista l’ultimo di Marco Tullio Giordana, 2 soldati, nel pre festival la sera del 31 agosto e poi in Concorso l’esordio al lungometraggio di Germano Maccioni con Gli asteroidi, il ritratto dolce amaro della provincia italiana. E nei Pardi di Domani l’interessante Easy di Andrea Magnani con Libero De Rienzo e Barbara Bouchet impegnati in un viaggio surreale in Ucraina. Nella sezione Sign of Life torna il documentarista sardo Giovanni Columbu con Surbiles, un’indagine sul mito delle streghe.

Nutrita la rappresentanza americana, sopratutto in Concorso (dopo il vuoto spinto della scorsa edizione): Lucky con Harry Dean Stanton (“ha garantito che verrà ad accompagnare il film solo se gli troveremo una compagnia aerea che gli permetterà di fumare in viaggio – ha chiosato divertito Chatrian); il noir Gemini, il sociale El septimo dia e il docu movie Did you wonder who fired the gun? sullo strisciante razzismo americano.

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