La scuola cattolica

Arbus mi aveva insegnato a non fidarmi: non è molto, come insegnamento, ma almeno è chiaro. Certo non suscita entusiasmo: sarebbe preferibile ricevere un ammaestramento che dica “Questo è” invece che “Questo può non essere”, “Non è come credi”.E le prime persone di cui è meglio non fidarsi, secondo Arbus, sono proprio i maestri, le autorità, gli adulti, gli insegnanti, quelli che dovrebbero sapere. Quelli che dovrebbero sapere, non sanno: credono di sapere quello che non sanno, non sanno di non sapere, dunque presumono. La loro autorità è basata sul nulla. Su questo punto Arbus era categorico: non l’ho mai visto prendere per buona un’affermazione, sia che fosse scritta su un libro, sia detta da un professore, né tantomeno le storie che circolavano tra noi studenti in forme così leggendarie che sarebbe stato giusto dubitarne in via di principio. Il bello è che Arbus non aveva nulla da contrapporre alle verità dei nostri maestri, anzi, prima prima ancora che non fidarci di loro, diceva, noi avremmo fatto bene a non fidarci di noi stessi.  

Edoardo Albinati

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