What happened to Monday

 Mettere al mondo sette figli in un colpo solo renderebbe la vita difficile a chiunque oggi, figurarsi in un futuro dove la legge del figlio unico è in vigore da tempo per limitare la sovrappopolazione. Seguendo il progetto dell’ambigua scienziata Nicolette Cayman, le famiglie con più di un figlio si vedranno prendere i figli in eccedenza per porli in un criosonno che li manterrà in vita il tempo necessario a ridurre il numero delle persone sulla Terra. E questo sarebbe il triste destino di almeno sei delle sette gemelle Settman se il nonno (la madre è morta dando alla luce le bambine) non decidesse di nasconderle e crescerle rischiando di essere scoperto dalla temibile polizia. Le sette sorelle, perfettamente identiche tra loro, vengono chiamate con i sette giorni della settimana e potranno così uscire di casa il solo giorno del loro nome, riferendo poi alle altre quello che è accaduto, per evitare di cadere in contraddizione. La storia funziona e per trent’anni le sorelle tengono in piedi il gioco, finché un giorno Monday non torna più a casa. Toccherà alle altre scoprire cosa le sia successo.


What happened to Monday è un buon thriller fantascientifico con qualche leggera variazione horror. L’ispirazione rimane inevitabilmente Blade Runner con il suo futuro cupo, sovraffollato e decadente, la curiosità della storia è data dal fatto che le sette sorelle sono interpretate tutte dalla stessa attrice: un’energica e efficace Noomi Rapace. Ritmato, avvincente anche se non particolarmente originale il film di Tommy Wirkola, regista di Hansel e Gretel cacciatori di streghe, regge bene il gioco con lo spettatore a indovinare quale delle sette sorelle potrà sopravvivere alla caccia. Peccato che neanche questo nuovo capitolo aggiunga qualcosa di nuovo alla letteratura distopica.  

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