Tempi d’oro per i morti

2069408.jpg

“Cosa dice il dottore?”

“Sto bene. Nessun problema. Ci torno tra sei settimane”

“Perfetto. Allora puoi venire a dare una mano con il trasloco. Ci trasferiamo definitivamente nella sala tre. Stasera portiamo fuori le ragaze a festeggiare”.

“A festeggiare cosa? Che cambiamo ufficio?”

“No. Bill Henderson è stato promosso. L’hanno fatto comandante, il nuovo grado del quale parlavano i giornali ieri, ricordi?

“Bill ce l’ha fatta? Perchè lui e non tu?”

“Una fortuna sfacciata. Per questo festeggiamo. Poteva toccare a me”

CHARLES WILLEFORD -Tempi d’oro per i morti

Annunci

Criminali

“Ah, non viene molta voglia di avere figli – mi comunica – Dov’è il bello? Davvero, cosa ci si ricava?”

9788862431606_0_0_1435_75.jpg

“Non saprei. Forse ti evita di inaridire. Cioè, Elisabeth te lo spiegherebbe molto meglio di me. Ma l’idea di avere qualcosa da trasmettergli è una cavolata, credimi… Senti, ti dico una cosa: le maggiori gioie della vita, quelle da lacrime agli occhi, giuro, le ho avute quando Patrick era piccolissimo e lo guardavo dormire. E sai? Per me, procurargli una felicità anche lontanamente simile è impossibile, ah, non c’è pericolo, tutta la fregatura sta qui, in queste accidenti di emozioni che hai ricevuto in un determinato momento e funzionano solo a senso unico. Non si gioca nella stessa categoria, ecco. E’ come nella barzelletta del cieco costretto ad attraversare la strada. Uno vuole rendersi utile, per amore o per forza. Per ricambiare, capisci. Ma anche perchè crede di aver trovato quello che fa per lui, in un certo senso, un posto dove sistemarsi al meglio. Insomma arrivi con tutto il tuo bagaglio, tutto l’ambaradàn accumulato lungo la strada, e ti ritrovi davanti alla fessura di una cassetta per le lettere. Capisci il problema? Non passa quasi niente. E niente di veramente utile. Sono i tuoi casini personali, roba esclusivamente tua, e non vuoi ammettere che non possano valere nemmeno un soldo bucato, per un altro”

“Così siamo tutti scontenti”

“Esatto. Per non dire furiosi”

“Be’, senti, non inaridire costa un occhio della testa. Bisogna davvere volersi mantenere idratati…”

“Eh sì. O così, o latte detergente a litri”

(Philippe Djian – Criminali)

4321

 

4321_grande.jpg“Malgrado tutti i suoi sforzi, non guadagnò mai più di qualche spicciolo, perciò l’unica cosa che il povero Ike Ferguson lasciò in eredità alla moglie e i tre figli furono le storie che raccontava sulle sue avventure vagabonde di gioventù. Alla lunga le storie valgono quanto i soldi, ma nell’immediato hanno le loro ovvie limitazioni”

Paul Auster

Analisi transazionale

Matthew Hope ha un socio:

Frank.

“Frank che divide l’umanità in quelli che hanno la faccia da volpe e quelli che hanno i tratti somatici del maiale. Per sua stessa ammissione , Frank si ritiene del tipo maiale, mentre gratifica Matthew Hope del tipo volpe. Le tipologie, in ogni caso, non sono di ordine morale. Picasso diceva che solo i mediocri copiano, mentre i geni rubano. (…)

$_35

 

Ed McBain con Matthew Hope ruba molto a se stesso. E lo fa da genio. Matthew Hope è un autoritratto: un uomo con un forte senso della giustiza, anche sociale, che non riesce a liberarsi dell’infantilismo che lo spinge a innamorarsi a ogni scorcio di primavera, anche fuori stagione. Un uomo che è cresciuto suo malgrado e spia, quasi con invidia, la maggiore maturità dii Joanna, la figlia adolescente.

Ma Matthew Hopo si trova a vivere in un mondo di adulti e, si sa, gli adulti hanno un senso della giustizia meno radicato di quello degli adolescenti.  (…) Il suo essere in parte bambino gli permette quegli improvvisi sbalzi d’umore tipici dell’età più verde, per cui l’autocommiserazione dura fino al prossimo raggiodi sole”

Andrea G. Pinketts – Introduzione a Tre donne per Matthew Hope

La cena

“L’animella di agnello è marinata in olio sardo insieme alla rucola” ha detto il maìtre, che nel frattempo era arrivato al piatto di Claire e indicava con il mignolo due minuscoli pezzi di carne. “I pomodori secchi vengono dalla Bulgaria”.42ca73b8-306c-4f41-a951-3ee00c331dea

Quel che risaltava di più nel piatto di Claire era un vuoto immenso. Certo, lo so che nei migliori ristoranti la qualità conta più della quantità, ma c’è vuoto e vuoto. Qui il vuoto, la parte di piatto completamente priva di cibo, rasentava il paradosso.

Herman Kock