Dadaismi

Non so te, Ma io sto male

Se mi chiedi 

Di pensare

Computazionale. 

Non sopporto

algoritmi, 

assoni

e iterazioni. 

Non li reggo.

E mi distruggo. 

Allora

Baciami,

Stupida

Come non ci fosse un domani

Senza calcoli

Nè commercialisti

Ma solo 

piccoli

futili 

Dadaisti

Brocche

C’è un fila di broccheDalla Germania

Le ha portate Mario

Un papà 

Uno ricco

Il papà di Mirko

Un amico

Ricco pure lui

Sono appese

Le brocche

Vuote

Ma

Non è per quello

che sono state create

Mario no

Le portó 

Dalla Germania

Un’estate

Calda

Del Settantasette

Lui ci aveva bevuto

Birra

Fresca

E

Poi ce le regaló

E adesso

Stanno lì appese

Mute

Vacue

Stanno lì. 

Una lezione di kamasutra 

Con la coppa incastonata d’azzurro

aspettala

vicino alla fontana della sera e ai fiori di caprifoglio,

aspettala

con la pazienza del cavallo sellato,

aspettala

con il buon gusto del principe raffinato e bello

aspettala

con sette cuscini pieni di nuvole leggere,

aspettala

con il foco dell’incenso femminile dappertutto

aspettala

con il profumo maschile di sandalo sui dorsi dei cavalli,

aspettala.

E non spazientirti. Se arriva in ritardo

aspettala,

se arriva in anticipo

aspettala

e non spaventare gli uccelli sulle sue trecce,

e aspettala

chè si sieda rilassata come un giardino in fiore,

e aspettala

chè respiri un’aria estranea al suo cuore,

e aspettala

fino a che non sollevi il suo vestito scoprendo le gambe

nuvola dopo nuvola,

e aspettala

e portala su un balcone per vedere una luna annegata nel latte,

e aspettala

e offrile l’acqua prima del vino e non

guardare il paio di pernici che le dormono sul petto,

e aspettala

e accarezza lentamente la sua mano

quando poggia la coppa sul marmo

come se sollevassi la rugiada per lei,

e aspettala

e parlale come il flauto

alla coda spaventata del violino,

come due testimoni di ciò che il domani vi prepara,

e aspettala

e leviga la sua notte anello dopo anello,

e aspettala

fino a che la notte non ti dica:

Al mondo siete rimasti soltanto voi due.

Allora portala dolcemente alla tua morte desiderata

e aspettala….!

MAHMOUD DARWISH

Comunque sia, questo mondo è per te

p996Comunque sia, questo mondo è per te.
Mi sono domandato molte volte
a che serviva, e non serviva a niente,
ma adesso grazie a te ritorna utile.
Fa il conto della merce abbandonata
da Dio e prendila, l’hanno fatta per te
millenni di uomini che non ti conoscevano
ma che cercavano di prefigurare
in templi e tombe di roccia e biblioteche
uno stupore come quello che effondi
quando sorridi e fai fermare il tempo
e tutti ammutoliscono rapiti
e ti alzi e dici, «io me ne vado a letto».
Dormi, al risveglio sarà lì il tuo retaggio:
una città che fu famosa assai,
un fiume sporco cantato dai poeti,
il cinema dove hanno ucciso Giulio Cesare;
e intorno valli, montagne, mari, oceani,
e capitali, e continenti e selve,
e piramidi, e versi, e adoratori
della tua forma esterna o quella interna
e in alto il cielo e il sole e le stelle e la luna
e sulla terra le bestie ubbidienti
a te che infine vieni a giustificare
la loro straordinaria varietà.
È tutto tuo e non finisce mai.

 

Rodolfo J. Wilcock

Offeso

Dillo pure che sei offeso

da chi distrugge un entusiasmo

da chi prende a calci un cane

da chi è sazio e ormai si è arreso

da tutta la stupidità

chi si offende tradisce il patto

con l’inutile omertà

rimane senza la protezione

del silenzio, dell’assenso

del “tanto dobbiamo sopravviverci

qui dentro”

 

Quando vivere diventa un peso

quando nei sondaggi il tuo parere

non è compreso

quando dire amore diventa sottinteso

quando la mattina davanti al sole

non sei più sorpreso

 

Offeso

 

Dillo pure che sei offesoniccolo-fabi-offeso-video-ufficiale-e-testo-1200x630

dalle donne che non ridono

dagli uomini che non piangono

dai bambini che non giocano

dai vecchi che non insegnano

se hai qualcosa da dire dillo adesso

non aspettare che ci sia un momento

più conveniente per parlare

 

Quando vivere diventa un peso

quando nei sondaggi il tuo parere

non è compreso

quando dire amore diventa sottinteso

quando davanti al sole la mattina

non sei più sorpreso

dillo pure che sei

offeso

 

 

Offeso-Niccolò Fabi